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    LE NOTIZIE DEGLI ULTIMI 20 GIORNI

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    IL GIUDICE AMMINISTRATIVO NON PUÒ CONDANNARE ALL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO EX ART. 42 BIS
    20/08/2019
    Il giudice amministrativo non può dichiarare l'obbligo di adottare un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001 per il trasferimento delle aree illegittimamente occupate, perché in tal modo compirebbe esso stesso la valutazione degli interessi in conflitto rientrante nell'ambito dei poteri istituzionali dell'Amministrazione competente.

    LA MERA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI ACQUISIZIONE SANANTE NON NEUTRALIZZA L'AZIONE RESTITUTORIA
    20/08/2019
    Una mera comunicazione di avvio del procedimento di cui all'art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001 non è idonea in sé a neutralizzare la domanda restitutoria e simmetrica condanna alla restituzione ai loro proprietari delle aree illegittimamente occupate.

    IL PROCEDIMENTO DI SVINCOLO DELL'INDENNITÀ È FONTE DI UN DIRITTO SOGGETTIVO E NON DI UN INTERESSE LEGITTIMO
    20/08/2019
    Il procedimento di cui all'art. 28 del Testo Unico sulle espropriazioni è fonte, nella sussistenza dei presupposti di legge, di un diritto soggettivo del privato richiedente, avente ad oggetto il pagamento dell'indennità di espropriazione. L'insussistenza di poteri discrezionali nell'emanazione dell'atto denominato "autorizzato allo svincolo" e la sua prevalente finalizzazione alla tutela degli interessi privati degli aventi titolo, discende con evidenza dal contenuto dell'atto, volto all'accertamento della definitività della determinazione indennitaria e dell'assenza di diritti o opposizioni di altri soggetti.

    UNA GENERICA DESTINAZIONE A «SCUOLE MATERNE ED ASILI NIDO» NON DECADE
    20/08/2019
    Una generica destinazione urbanistica a "scuole materne ed asili nido" si inquadra nell'ambito di una più ampia disciplina che prevede in una certa area la realizzazione di "servizi" e pertanto, non escludendo in sé l'iniziativa privata, anche se promiscua, non è soggetta al regime decadenziale.

    AL COLTIVATORE DEL FONDO A TITOLO PRECARIO NON SPETTA L'INDENNITÀ AGGIUNTIVA
    19/08/2019
    La disposizione che prevede la speciale indennità per i fittavoli, con ogni evidenza, equipara al proprietario del fondo, ai fini indennitari, i soggetti che ivi svolgono attività agricole in virtù di una posizione giuridica connotata da stabilità, significativa proiezione temporale ed ampia facoltà di godimento, caratteristiche che non possiede il conduttore a titolo precario.

    IL DECRETO DI ESPROPRIO È UN PROVVEDIMENTO SCINDIBILE
    19/08/2019
    Il decreto di esproprio è un provvedimento scindibile, in quanto suscettibile di essere oggettivamente frazionato in relazione alla metratura dell'area che ne costituisce oggetto, sicché quando esso riguarda una superficie di estensione maggiore rispetto a quella dichiarata di pubblica utilità, l'illegittimità del provvedimento non può riguardare la superficie per la quale vi sia corrispondenza con l'area oggetto di dichiarazione di pubblica utilità.

    PEEP: IL PRINCIPIO DEL PAREGGIO NON SI APPLICA ALLE TRANSAZIONI
    19/08/2019
    In ambito PEEP, il principio del pareggio non può trovare automatica applicazione in modo indipendente dal titolo giuridico originario dei maggiori oneri di esproprio. Dunque, il Comune potrebbe richiedere a conguaglio i maggiori oneri corrisposti in forza di quanto stabilito dalle norme sull'espropriazione per pubblica utilità, ovvero da sentenze che ne costituiscano l'applicazione, ma non nel caso in cui abbia corrisposto una somma all'espropriato per effetto di una negoziazione con la forma di un atto di transazione. La transazione, infatti, è il frutto di libere valutazioni di convenienza, che possono trarre la loro origine anche da fatti estranei alla materia di causa e tradursi nella composizione anche di rapporti giuridici estranei alla lite. Per queste ragioni la transazione non ha e non può avere effetto nei confronti di terzi e non può essere considerata un atto di accertamento di una situazione giuridica soggettiva.

    L'ESPROPRIO DI UN BENE CULTURALE È SOGGETTO ALLE MISURE DI PROTEZIONE PREVISTE DAL CODICE DEI BENI CULTURALI
    19/08/2019
    L'ente espropriante, quale soggetto interessato all'esecuzione dell'opera pubblica, con conseguente modifica dello stato dei luoghi, è assoggettato alla disciplina delle misure di protezione prevista dal codice dei beni culturali.

    42BIS: IL 10% DI DANNO NON PATRIMONIALE E IL 5% PER L'OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA VENGONO DIMEZZATI SE IL PROPRIETARIO NON HA FATTO SUBITO CAUSA
    06/08/2019
    In caso di applicazione dell'art. 42 bis del tues, le somme dovute a titolo di risarcimento dei danni (quindi, il 10% dell'indennizzo a titolo di danno non patrimoniale e il l'interesse del 5% sul valore venale del terreno a titolo di risarcimento del danno da occupazione illegittima) dovranno essere ulteriormente dimezzate in applicazione dell'art. 1227 che, pur se non espressamente richiamato dall'art. 30 comma 3, cod. proc. amm., per orientamento costante viene reputato come pacificamente applicabile nel processo amministrativo, nel senso che l'omessa attivazione da parte dell'interessato degli strumenti di tutela previsti costituisce, nel quadro del comportamento complessivo delle parti, dato valutabile, alla stregua del canone di buona fede e del principio di solidarietà, ai fini dell'esclusione o della riduzione del danno evitabile con l'ordinaria diligenza, in una logica che vede l'omessa attivazione dei rimedi di tutela non più come preclusione di rito, ma come fatto da considerare in sede di merito ai fini del giudizio sulla sussistenza e consistenza del pregiudizio risarcibile.

    IL BENEFICIARIO DELL'ESPROPRIO RISPONDE DELL'OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA ANCHE IN CASO DI DELEGA DELLA PROCEDURA
    06/08/2019
    Il beneficiario di un esproprio, anche nell'ipotesi in cui lo svolgimento della relativa procedura sia stata delegata ad un concessionario, è, comunque, responsabile degli effetti derivanti dall'illegittimità della procedura, ivi inclusi quelli connessi alla mancata adozione di un valido provvedimento ablatorio, attesa la sussistenza dell'obbligo di sorvegliarne il corretto svolgimento.

    IL VINCOLO STRUMENTALE NON È IDONEO A MODIFICARE LA NATURA DELLA ZONIZZAZIONE
    06/08/2019
    La previsione di uno strumento urbanistico che subordina l'attività edificatoria alla preventiva formazione di un piano attuativo non integra gli estremi del vincolo espropriativo, ma costituisce solo una condizione procedurale alla edificabilità dell'area. E il fatto che tale piano attuativo sia un Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica non può imprimere ad un'area inserita in una zonizzazione pubblicistica un vincolo sostanzialmente espropriativo in quanto, diversamente opinando, si determinerebbe la sostanziale modifica della zonizzazione del territorio effettuata dal PRG.

    OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA: RISPONDONO I SOGGETTI CHE HANNO PARTECIPATO ALA CONFERENZA DI SERVIZI ANNULLATA
    05/08/2019
    Dalla originaria illiceità dell'occupazione deriva il diritto della ricorrente ad ottenere la restituzione dell'area di sua proprietà, nonché il risarcimento di tutti i danni provocati dall'apprensione e dalla successiva irreversibile trasformazione dell'area ed il correlato obbligo risarcitorio in capo ai soggetti che hanno partecipato alla Conferenza di Servizi dichiarativa della p.u. poi annullata dal giudice e, soprattutto, hanno concorso alla commissione dell'illecito.

    IL DIVIETO DI ESCUTERE UN ENTE DISSESTATO PRESUPPONE CHE LA LIQUIDAZIONE DEL DEBITO INDENNITARIO RIENTRI NELLA COMPETENZA DEL LIQUIDATORE
    05/08/2019
    Il divieto temporaneo di intraprendere o di proseguire ‘azioni esecutive' nei confronti dell'ente locale dissestato sussista in presenza di tre indefettibili presupposti: a) occorre che si tratti di una ‘azione esecutiva' in senso tecnico; b) non deve essere stato ancora approvato il rendiconto previsto dall'art. 256 TUEL (perché, con l'approvazione del rendiconto, viene meno il divieto di proposizione dell'azione); c) si deve trattare di ‘debiti che rientrano nella competenza dell'organo straordinario di liquidazione'.

    VERDE PUBBLICO ATTREZZATO: VINCOLO CONFORMATIVO
    05/08/2019
    In linea generale, i vincoli di destinazione impressi dal piano regolatore generale e riconducibili alla localizzazione di attrezzature, servizi e verde pubblico non hanno natura ablatoria, e pertanto sfuggono ai limiti concernenti la loro limitata reiterabilità e l'esigenza alternativa di indennizzo, perché non escludono una sia pur limitata e conformata utilizzazione economica del bene da parte del proprietario dell'area.

    CON IL CRITERIO ANALITICO-RICOSTRUTTIVO OCCORRE USARE L'INDICE DI DENSITÀ TERRITORIALE E NON QUELLO FONDIARIO
    05/08/2019
    Quanto al metodo analitico ricostruttivo, la sua adozione per la determinazione dell'indennità di espropriazione dei suoli edificatori comporta che l'accertamento dei volumi realizzabili sull'area non possa basarsi sull'indice fondiario di edificabilità, bensì su quello che individua la densità territoriale della zona.

    L'EDIFICABILITÀ DI FATTO RILEVA ANCHE NELLE AREE AGRICOLE
    02/08/2019
    È possibile valorizzare la appetibile ubicazione e il contesto nel quale il terreno da indennizzare è inseito (in prossimità di infrastrutture, presenza di opere di urbanizzazione e il collegamento con i centri urbani, ecc.). Si tratta degli indici tipici della cosiddetta edificabilità di fatto, la quale, lungi dall'integrare un criterio valutativo vietato dalla legge, concorre a determinare l'effettivo valore di mercato del bene secondo un criterio di concretezza. Se è vero che il D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 5, espressamente prevedeva (in un contesto normativo nel quale i criteri di stima erano diversi a seconda della natura del bene, edificabile o agricolo) l'edificabilità di fatto per la valutazione delle sole aree edificabili, è anche vero che sarebbe irragionevole escluderla del tutto in relazione alle aree urbanisticamente non edificabili, ponendosi per entrambe le tipologie di suoli l'esigenza che l'indennità si ponga "in rapporto ragionevole con il valore del bene" (Corte Cost. n. 181 del 2011, p. 64). È infatti necessario, ai fini indennitari, tenere conto delle possibili utilizzazioni intermedie tra l'agricola e l'edificatoria, sempre che siano assentite dalla normativa vigente.

    IL PREGIUDIZIO ALL'ECONOMIA NAZIONALE PUÒ ESSERE RILEVATO D'UFFICIO DAL GIUDICE
    02/08/2019
    In tema di risarcimento del danno, la tutela riservata ai diritti reali non consente l'applicabilità dell'art. 2058 c.c., nel caso di azioni volte a far valere uno di tali diritti, atteso il carattere assoluto degli stessi, salvo che la demolizione della cosa sia di pregiudizio all'economia nazionale, dovendo il giudice, in tale evenienza, provvedere (soltanto) per equivalente ex art. 2933 c.c., comma 2: la verifica della sussistenza, o meno, di quest'ultima ipotesi non richiede, però, che la parte obbligata assuma l'iniziativa ovvero manifesti la sua volontà in tal senso, trattandosi, piuttosto, dell'oggetto di un'eccezione in senso lato e, come tale, rilevabile d'ufficio da parte del giudice il quale, pertanto, anche in grado d'appello, per accertarne la concreta ricorrenza, avrà il dovere di tener conto, a prescindere da qualsivoglia sollecitazione sul punto ad opera della parte interessata, di tutte le circostanze di fatto evincibili dal materiale probatorio legittimamente acquisito.

    LA RINUNCIA ABDICATIVA NON PUÒ TROVARE INGRESSO NEL NOSTRO ORDINAMENTO
    02/08/2019
    La disciplina positiva contenuta nell'art. 42 bis esclude la rilevanza della eventuale rinunzia abdicativa alla proprietà del fondo espressa dal proprietario. Essa inoltre è di dubbia ammissibilità alla luce della normativa civilistica, che non vi fa riferimento espresso, e, se applicata al settore delle occupazioni illegittime conseguenti alla realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità, comporterebbe effetti paradossali e dannosi: infatti la rinunzia abdicativa comporterebbe l'acquisto del bene illegittimamente occupato al patrimonio dello Stato, e non già della amministrazione occupante, che tuttavia sarebbe gravata dell'obbligo di risarcire il danno al proprietario, senza diventare neppure proprietaria del bene sul quale ha realizzato l'opera pubblica; né pare possibile che la domanda risarcitoria possa condizionare la rinunzia abdicativa manifestata dal privato, la quale reca in sé la non onerosità e la rinuncia del privato a pretendere qualsivoglia corrispettivo, proprio perché si tratta di rinunzia che non ha un destinatario e che non vuole conseguire altro scopo se non quello di dismettere la proprietà del bene.

    EDIFICABILITÀ ESCLUSA QUANDO È PREVISTO UN UTILIZZO MERAMENTE PUBBLICISTICO
    01/08/2019
    Le possibilità legali di edificazione vanno escluse tutte le volte in cui per lo strumento urbanistico vigente all'epoca in cui deve compiersi la ricognizione legale, la zona sia stata concretamente vincolata ad un utilizzo meramente pubblicistico in quanto dette classificazioni apportano un vincolo di destinazione che preclude ai privati tutte quelle forme di trasformazione del suolo che sono riconducibili alla nozione tecnica di edificazione, che, secondo la giurisprudenza di questa Corte, va intesa come estrinsecazione dello ius aedificandi connesso al diritto di proprietà, ovvero all'edilizia privata esprimibile dal proprietario dell'area, soggetta al regime autorizzatorio previsto dalla vigente legislazione.

    I POTERI DOMINICALI DEL TITOLARE DEL BENE SONO COMPRESSI FIN DALLA PRONUNCIA DEL PROVVEDIMENTO DI OCCUPAZIONE
    01/08/2019
    Il provvedimento di occupazione temporanea attribuisce immediatamente alla P.A. il diritto di disporne allo scopo di accelerare la realizzazione dell'opera pubblica per la quale è stato emanato ed incide in misura corrispondente sui poteri dominicali del titolare del bene, privandolo (temporaneamente) in tutto o in parte delle facoltà di godimento e di disposizione. La compressione del diritto dominicale avviene automaticamente nel momento stesso in cui viene pronunciato il provvedimento di occupazione e diviene, quindi, suscettibile di esecuzione.

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