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    TERRENO COLTIVATO: I PROPRIETARI POSSONO DIMOSTRARE CHE IL SUO VALORE È SUPERIORE A QUELLO AGRICOLO IN BASE A POSSIBILITÀ D'USO CONSENTITE

    Dell'art. 40, il comma 1 non consente di attribuire un ristoro commisurato alle effettive caratteristiche del bene ablato, se sussiste una rilevante discrepanza fra il valore agricolo e il valore di mercato del terreno, influenzata da particolari qualità del terreno non già apprezzabili in relazione all'utilizzo agricolo ma determinata da fattori non rilevanti a tali fini. Occorre invece tener conto delle obbiettive ed intrinseche caratteristiche ed attitudini dell'area in relazione alle utilizzazioni autorizzate dagli strumenti di pianificazione del territorio: perciò è consentito al proprietario di dimostrare sempre all'interno della categoria suoli/inedificabili, anche attraverso rigorose indagini tecniche e specializzate, che il valore agricolo, da determinarsi in base al relativo mercato, sia mutato e/o aumentato in conseguenza di una diversa destinazione del bene egualmente compatibile con la sua ormai accertata non edificatorietà. Così il fondo, suscettibile di sfruttamento ulteriore e diverso da quello agricolo, pur senza raggiungere i livelli dell'edificatorietà, deve ricevere un'effettiva e documentata valutazione di mercato che rispecchi le possibilità di utilizzazioni intermedie tra l'agricola e l'edificatoria (parcheggi, depositi, attività sportive e ricreative, chioschi per la vendita di prodotti ecc.), purché assentite dalla normativa vigente, previo conseguimento delle opportune autorizzazioni amministrative.

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