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INDENNITÀ DI OCCUPAZIONE LEGITTIMA: LA PRESCRIZIONE E' DECENNALE

L'indennità di occupazione legittima, costituendo un'obbligazione di tipo indennitario collegata ad un'ipotesi tipica di responsabilità della P.A. per atti legittimi, è sottoposta all'ordinaria prescrizione decennale, che rimane collegata al compimento di ciascun anno di occupazione e che, perciò, decorre dal giorno in cui ha termine la relativa annualità ovvero l'occupazione stessa ove antecedente alla scadenza dell'anno.



Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n.6080 del 12/03/2013

Relatore :
Antonio Segreto
Presidente :
Roberto Preden



Sunto della pronuncia:

Oggetto:
Sintesi:
In tema di espropriazione per la realizzazione degli interventi di cui al titolo 8^ della L. n. 219 del 1981, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2009, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.L. n. 300 del 2006, art. 3, comma 3, conv. in L. n. 17 del 2007, in caso di tardiva emissione del decreto di esproprio l'accordo raggiunto tra l'espropriante e il proprietario è totalmente inefficace anche relativamente alla rinunzia al pagamento dell'indennità di occupazione legittima in esso contenuta.

Estratto:
« La sentenza impugnata ha tenuto conto della sentenza della Corte Cost. n. 24/2009 e della successiva giurisprudenza di queste S.U,., che alla stessa si sono conformate. Come queste S.U. (ex multis: n. 7035 del 24/03/2009) hanno già statuito, in tema di espropriazione per la realizzazione degli interventi di cui al titolo 8^ della L. n. 219 del 1981, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2009, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.L. n. 300 del 2006, art. 3, comma 3, conv. in L. n. 17 del 2007, ai sensi del quale i verbali di concordamento dell'indennità di espropriazione e di rinuncia a qualunque pretesa connessa alla procedura di esproprio conservano la loro efficacia "indipendentemente dall'emanazione del decreto di espropriazione", l'accordo raggiunto tra l'espropriante e il proprietario è totalmente inefficace, anche relativamente all'indennità di occupazione legittima, con la conseguenza che alla domanda proposta dal proprietario di un immobile irreversibilmente trasformato e diretta al pagamento dell'indennità per il periodo di legittima occupazione non può opporsi la pretesa rinunzia al suo pagamento contenuta in un verbale di concordamento delle indennità di espropriazione, ove detto verbale sia divenuto inefficace per la tardiva emissione del decreto di esproprio. »

Oggetto:
Sintesi:
L'indennità di occupazione legittima, che, in base alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 20, comma 3, è pari, per ciascun anno di occupazione, ad un dodicesimo dell'indennità che sarebbe dovuta per l'espropriazione dell'area da occupare, "calcolata a norma dell'art. 16" della stessa legge, va commisurata alla definitiva indennità di espropriazione effettivamente dovuta, dovendo ad essa attribuirsi quella stessa qualificazione di indennità provvisoria che si rinviene nella medesima L. n. 865, art. 12, comma 1, il quale rinvia, per la relativa determinazione, proprio all'art. 16 anzidetto.
Oggetto:
Sintesi:
L'indennità per l'occupazione delle fasce laterali occupate per le necessità del "cantiere" e transito va calcolata, come l'indennità di occupazione legittima del suolo destinato all'esproprio, sull'indennità di espropriazione, comprensiva della maggiorazione del 50%.
Oggetto:
Sintesi:
In presenza di legittimo procedimento di occupazione e di esproprio - il sistema prevede un nesso (logico e, soprattutto, economico) che, per la legge, lega, sempre e comunque, tutte le indennità (sia di espropriazione che di occupazione legittima), con la conseguenza che le disposizioni attinenti alle indennità da occupazione provvisoria legittima, non possono che fissare l'entità di quest'ultima in misura strettamente percentuale all'indennità di espropriazione parimenti dovuta: quella annuale di "un dodicesimo" corrisponde, infatti e comunque, ad una redditività predeterminata in misura percentuale fissa (8,33% all'anno) dallo stesso legislatore, a cui va aggiunto l'aumento del 50% per il concordamento bonario di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 12.

Estratto:
« Anzitutto va osservato che nella fattispecie si tratta della domanda di indennità di occupazione delle fasce laterali, proposta solo nei confronti della GOI sclr e non di Arin s.p.a.. 4.2. Queste S.U. (n. 24303 del 01/12/2010) hanno statuito che l'indennità di occupazione legittima, che, in base alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 20, comma 3, è pari, per ciascun anno di occupazione, ad un dodicesimo dell'indennità che sarebbe dovuta per l'espropriazione dell'area da occupare, "calcolata a norma dell'art. 16" della stessa legge, va commisurata alla definitiva indennità di espropriazione effettivamente dovuta, dovendo ad essa attribuirsi quella stessa qualificazione di indennità provvisoria che si rinviene nella medesima L. n. 865, art. 12, comma 1, il quale rinvia, per la relativa determinazione, proprio all'art. 16 anzidetto. Siffatta determinazione non trova deroga nell'ambito della disciplina indennitaria posta dalla L. 14 maggio 1981, n. 219, art. 80, il cui carattere speciale non è elemento sufficiente a spezzare il nesso logico ed economico che, per legge, lega tutte le indennità, sia di espropriazione che di occupazione legittima, posto che la anzidetta normativa di riferimento, fissa l'entità delle indennità di occupazione in misura strettamente percentuale all'indennità di espropriazione parimenti dovuta. 4.3. Il suddetto principio è stato affermato tanto per l'indennità di occupazione legittima del suolo destinato all'esproprio quanto per quello utilizzato quale per le fasce laterali occupate per le necessità del "cantiere" e transito (come nella fattispecie). Esso è da condividere, poichè si fonda sulla considerazione che - in presenza di legittimo procedimento di occupazione e di esproprio - il sistema prevede un nesso (logico e, soprattutto, economico) che, per la legge, lega, sempre e comunque, tutte le indennità (sia di espropriazione che di occupazione legittima), con la conseguenza che le disposizioni attinenti alle indennità da occupazione provvisoria legittima, perchè tendono al ristoro del reddito perduto durante l'occupazione del bene, non possono che fissare l'entità delle indennità di occupazione in misura strettamente percentuale all'indennità di espropriazione parimenti dovuta: quella annuale di "un dodicesimo" corrisponde, infatti e comunque, ad una redditività predeterminata in misura percentuale fissa (8,33% all'anno) dallo stesso legislatore, a cui va aggiunto l'aumento del 50% per il concordamento bonario di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 12. 4.4. Ne consegue che l'indennità per l'occupazione delle fasce laterali nella fattispecie va calcolata sull'indennità di espropriazione, comprensiva della maggiorazione del 50%. »

Oggetto:
Sintesi:
Quanto al tempo necessario alla maturazione della prescrizione, occorre distinguere l'ipotesi in cui tale occupazione sia stata illegittima, da quella in cui sia stata legittima. Nel primo caso il termine prescrizionale dell'indennità è di anni cinque, mentre l'indennità di occupazione legittima, costituendo un'obbligazione di tipo indennitario collegata ad un'ipotesi tipica di responsabilità della P.A. per atti legittimi, è sottoposta all'ordinaria prescrizione decennale.
Oggetto:
Sintesi:
L'indennità di occupazione legittima,costituendo un'obbligazione di tipo indennitario collegata ad un'ipotesi tipica di responsabilità della P.A. per atti legittimi, è sottoposta all'ordinaria prescrizione decennale, che rimane collegata al compimento di ciascun anno di occupazione e che, perciò, decorre dal giorno in cui ha termine la relativa annualità ovvero l'occupazione stessa ove antecedente alla scadenza dell'anno.

Estratto:
« 6.1. Quanto al tempo necessario alla maturazione della prescrizione, e sempre che la GOI scrl l'abbia tempestivamente eccepita, occorre distinguere l'ipotesi in cui tale occupazione sia stata illegittima, da quella in cui sia stata legittima. Nel primo caso il termine prescrizionale dell'indennità è di anni cinque, stante il carattere di responsabilità extracontrattuale, mentre nel secondo caso è decennale. 6.2. In quest'ultimo caso, infatti, costituendo un'obbligazione di tipo indennitario collegata ad un'ipotesi tipica di responsabilità della P.A. per atti legittimi, è sottoposta all'ordinaria prescrizione decennale, che rimane collegata al compimento di ciascun anno di occupazione e che, perciò, decorre dal giorno in cui ha termine la relativa annualità ovvero l'occupazione stessa ove antecedente alla scadenza dell'anno. (cfr. Cass. n. 17111 del 27/08/2004; Cass. n. 22913 del 2010). »





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