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TAR CAMPANIA 5/12/2003 - IL DECRETO DI OCCUPAZIONE NEI PEEP CAMPANI

In Campania è di competenza comunale, senza necessità di controllo regionale né di indagini geologico-tecniche e geognostiche, l’emanazione del decreto di occupazione ante TU per i PEEP.



 


 


 


In Campania è di competenza comunale, senza necessità di controllo regionale né di indagini geologico-tecniche e geognostiche, l’emanazione del decreto di occupazione ante TU per i PEEP.


 


 







 


 


TAR CAMPANIA, Sez. II Salerno, n. 2433 del 5/12/2003


(Orrei pres., Liguori rel.)


 


DIRITTO


 


Con tre distinti motivi di ricorso, Centola Elisabetta, quale procuratrice generale dei figli D’Agostino Matteo e D’Agostino Anna Maria in Bonito Oliva, impugna il decreto con cui il Sindaco di Pontecagnano Faiano ha disposto l’occupazione temporanea in via d’urgenza di un suolo appartenente ai propri rappresentati (in uno ai successivi atti destinati a consentire l’immissione in possesso ai soggetti incaricati dell’esecuzione delle opere), al fine di dare attuazione ad un programma costruttivo (nell’ambito di un P.E.E.P.), da realizzarsi a cura del Con. C. Ab. (Consorzio Cooperative d’Abitazione) nell’interesse della cooperativa “La Picentina soc. coop. a r.l.).


Va evidenziato che, in data 18.6.1998, la ricorrente ha depositato un atto con il quale, sul presupposto dell’intervenuta “definizione in via transattiva” della lite, ha chiesto a questo Tribunale di procedere allo svincolo in proprio favore della somma di £60.000.000 costituente la cauzione depositata dal Con. C. Ab. in esecuzione dell’ordinanza n° 14 del 7.1.1987 sempre di questo Tribunale (a sostegno del proprio assunto ha prodotto copia del verbale del Consiglio di Amministrazione del 10.6.1998 della Cooperativa La Picentina); e, altresì, che tale richiesta è stata accolta con ordinanza n° 2551 dell’11.7.1998.


In primis, quindi, va esaminata l’eccezione (formulata dalla Cooperativa La Picentina) di improcedibilità o inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse; situazione ricollegabile direttamente a quanto affermato proprio dalla parte ricorrente nella sopra citata istanza del 18.6.1998 in ordine ad una intervenuta transazione della lite (cosa che, nella prospettazione della controinteressata, sarebbe avvalorata dalla produzione della copia di un atto di quietanza firmato da Centola Elisabetta, nel quale è fatta anche dichiarazione “di non aver altro a pretendere dalla cooperativa La Picentina e dal Comune di Pontecagnano Faiano in ordine alle indennità di esproprio, di occupazione ed interessi su di esse maturate e di cui alla richiamata sentenza della Corte di Appello di Salerno n° 299/96” – sentenza che ha stabilito l’ammontare dell’indennità di esproprio e di occupazione spettante ai proprietari, ed ha ordinato al Comune di Pontecagnano Faiano il deposito delle relative somme).


In contrario, vanno però fatte sul punto due considerazioni.


La prima è che, in realtà, l’atto di quietanza non evidenzia l’intervento tra le parti coinvolte di una transazione investente tutti gli aspetti della vertenza ablatoria in questione, ma solo un accordo limitato alla fissazione delle modalità di pagamento delle somme liquidate dalla Corte d’Appello di Salerno a titolo di indennità di esproprio e di occupazione di urgenza in favore di Centola Elisabetta quale procuratrice dei figli D’Agostino Matteo e D’Agostino Anna Maria; cosicché quanto avvenuto non viene ad incidere sull’interesse alla definizione del ricorso proposto in questa sede, avente ad oggetto l’impugnazione del provvedimento di occupazione e dei successivi atti applicativi.


La seconda considerazione, connessa alla prima, è che il permanere dell’interesse ad ottenere l’annullamento del decreto di occupazione (peraltro ribadito da parte ricorrente) è giustificato comunque dal fatto che un eventuale accoglimento del ricorso trasformerebbe l’avvenuta occupazione da legittima in illegittima, con conseguente diritto dei privati interessati ad ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti, anche in dipendenza dell’eventuale verificarsi del fenomeno della cd. “occupazione appropriativa” (cfr. Cons. di Stato sez. IV, n° 689 del 7.9.1994; Cons. Sup. Giust. Sic. N° 394 del 4.12.1992).


Nel merito, va detto che il ricorso è infondato, per cui deve essere respinto.


Invero, quanto al primo motivo di ricorso (con il quale si assume che, ai sensi dell’art. 106 D.P.R. 616/77, la competenza a pronunziare l’occupazione sarebbe stata del Consiglio Comunale e non del Sindaco, poiché nella specie il Comune avrebbe agito iure proprio e non su delega della Regione Campania), va evidenziato che il citato art. 106 D.P.R. 616/77 (oggi superato dalla nuova disciplina in tema di espropriazioni) pone una precisa distinzione tra competenze regionali e competenze comunali in materia di funzioni amministrative concernenti le occupazioni temporanee e di urgenza, precisando che queste ultime sono attribuite ai Comuni allorquando si tratti di opere pubbliche o di pubblica utilità la cui esecuzione sia di loro spettanza. Ora, in materia di Piani di Edilizia Economica e Popolare (l’occupazione è stata disposta appunto per l’attuazione del Piano di Zona del Comune di Pontecagnano Faiano approvato con D.P.G.R.C. n° 6360 dell’1.10.1979), la L. 167/62 e la L. 865/71 prevedono che l’acquisizione dei terreni interessati dal programma costruttivo spetti ai Comuni e che invece l’esecuzione delle opere sia compito demandato ad altri soggetti; mentre le leggi della Regione Campania 19.4.1977 n° 23 e 31.10.1978 n° 51, nel prevedere la delega ai Comuni delle competenze regionali in tema di espropriazione, ivi comprese quelle riguardanti l’autorizzazione all’occupazione temporanea in via d’urgenza dei suoli, assegnano ai Sindaci la competenza all’emissione dei relativi provvedimenti: di conseguenza, l’occupazione temporanea in via d’urgenza dei suoli interessati va decretata dal Consiglio Comunale in relazione alle opere da eseguirsi a cura dei Comuni; ed invece dal Sindaco per gli ambiti delegati dalla Regione (cfr. T.A.R. Campania-Napoli n° 3341 del 16.12.1997; T.A.R. Campania-Napoli n° 227 del  5.7.1989; T.A.R. Campania-Napoli n° 484 del 16.12.1988; T.A.R. Campania-Napoli n° 353 del 24.7.1985; Cons. di Stato sez. IV, n° 1401 del 4.12.1998).


Orbene, poiché nella materia degli alloggi popolari deve ravvisarsi l’originaria competenza della Regione (tanto più che l’ultimo comma dell’art. 1 L. Reg. Campania 23/77 opera, specificamente, una delega ai Comuni sul punto), ne deriva che, nel caso di specie, la competenza ad emettere il provvedimento di occupazione temporanea in via d’urgenza in questione è stata correttamente esercitata dal Sindaco di Pontecagnano Faiano.


In ordine, poi, al secondo motivo di ricorso (con il quale si assume l’illegittimità dell’impugnato decreto per non essere stato inviato al prescritto controllo), va evidenziato come sia da ritenersi che la necessità del controllo regionale si ponga (stante il collegamento operato dall’art. 59 L. 62/53 al preesistente controllo prefettizio e della G.P.A. sulle deliberazioni degli organi collegiali) solo per gli atti emanati appunto da organi collegiali, e non già per gli atti di esclusiva competenza dell'organo monocratico. Altresì, l’indicata esclusione di assoggettamento a controllo del decreto sindacale di cui si discute, nella presente fattispecie risulta anche giustificata dal fatto che, essendo intervenuta precedentemente l’approvazione del Piano di Zona, il provvedimento di occupazione viene a porsi come atto meramente esecutivo di quest’ultima deliberazione (cfr. Cons. di Stato sez. IV, n° 1099 del 27.7.1998; Cons. di Stato sez. I, n° 2377 del 9.5.1990; T.A.R. Puglia-Bari n° 332 dell’11.6.1996; T.A.R. Marche n° 62 del 9.3.1994; T.A.R. Toscana n° 356 del 28.4.1987; T.A.R. Campania-Napoli n° 362 del 29.7.1985; T.A.R. Lombardia-Brescia n° 211 del 13.6.1986; T.A.R. Lazio-Roma n° 3124 del 31.12.1985; T.A.R. Lombardia-Brescia n° 744 del 30.10.1984; T.A.R. Campania-Salerno n° 533 del 2.11.1983).


Rimane da esaminare il terzo ed ultimo motivo di ricorso, con il quale si lamenta, in violazione della L. Reg. Campania n° 9/83, l’avvenuta emissione del provvedimento di occupazione senza che fossero state prima effettuate indagini geologico-tecniche e geognostiche al fine di prevenire rischi sismici.


Anche detta censura risulta però, a giudizio del Collegio, destituita di fondamento, in quanto, alla luce della già evidenziata natura di atto meramente esecutivo rispetto al Piano di Zona precedentemente approvato (nell’ambito del procedimento del quale ultimo, stante il suo valore di piano particolareggiato, dovrebbero essere state effettuate le indagini geologico-tecniche e geognostiche previste specificamente dall’art. 14 L. reg. Campania 9/83), il decreto di occupazione non necessitava di ulteriori indagini sul punto.


Pertanto, si ribadisce, il ricorso va respinto in toto.




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