Meri lavori di adeguamento e ristrutturazione di una strada, che però presuppongono espropriazioni, non esimono dalla necessità di apporre il vincolo. Nel caso in questione l’area era sempre rimasta destinata a zona agricola." />
TERRITORIO - il network sulla gestione del territorio
DEMANIO MARITTIMO - La rivista del demanio e patrimonio
URBIM - edilizia e urbanistica
TERRITORIO - il network sulla gestione del territorio
URBIM - edilizia e urbanistica
La rivista del demanio e patrimonio pubblico
CatastOnline - Aggiornamento e informazione tecnica in materia di catasto
Exeo Edizioni Digitali Professionali: ebook e riviste web per professionisti
ANNO XVI
ISSN 1971-9817
   
AVVERTENZE REGISTRAZIONE ABBONAMENTI CONTATTI  
Ricerca
Print Page
  • HOME
  • Notizie
  • TAR BASILICATA 29/11/2003 - LA MODESTA ENTITA' DELL'OPERA NON VALE AD ESIMERE DALL'APPOSIZIONE DEL VINCOLO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
divisione





















     

TAR BASILICATA 29/11/2003 - LA MODESTA ENTITA' DELL'OPERA NON VALE AD ESIMERE DALL'APPOSIZIONE DEL VINCOLO

Meri lavori di adeguamento e ristrutturazione di una strada, che però presuppongono espropriazioni, non esimono dalla necessità di apporre il vincolo. Nel caso in questione l’area era sempre rimasta destinata a zona agricola.



 


 


 


TAR BASILICATA 29/11/2003: meri lavori di adeguamento e ristrutturazione di una strada, che però presuppongono espropriazioni, non esimono dalla necessità di apporre il vincolo. Nel caso in questione l’area era sempre rimasta destinata a zona agricola. Secondo il collegio: “La circostanza, evidenziata dalla parte resistente, dell’essere, i  lavori in questione,  volti non già a realizzare una nuova strada bensì a migliorare la sicurezza e la funzionalità della confluenza della preesistente strada provinciale mediante adeguamento e ristrutturazione d’una vicina strada comunale non valgono ad escludere la necessità d’una variante da sottoporre, ex art. 1 co. 5 L. n.1/78, alla necessaria approvazione regionale atteso che, comunque, l’iniziativa ablatoria della provincia ha colpito un immobile la cui destinazione non era a pubblici servizi. Ciò detto se ne evince che, non avendo la dichiarazione di p.u. di cui alla approvazione del progetto mai conseguito, (...), gli effetti giuridici suoi propri, la stessa non poteva sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa, a cominciare dal decreto di occupazione d’urgenza posto in essere.”


 


 





 


 


TAR BASILICATA, 29 novembre 2003 n. 1023 (Camozzi pres., Pennetti rel.)


 


F A T T O


 


I ricorrenti, proprietari d’un edificando immobile a destinazione alberghiera (ora allo stadio di rustico) insistente sulle particelle 31, 32, 27 e 127 del foglio 25 del Comune di Bernalda, assumono di essere proprietari pure della particella 104 (ora p.lla 451) ubicata alle spalle del suddetto complesso alberghiero e destinata a parcheggio a servizio dell’albergo.


Con avviso di avvenuto deposito ex art. 10 della legge n.865/71, datato 3/3/03 e notificato al solo sig. Gallitelli il successivo 14/3/03, l’Amministrazione Provinciale di Matera partecipava che, con la deliberazione esecutiva di G.P. n.538 del 29/10/98 sarebbe stato approvato, in variante, il progetto esecutivo dei lavori di costruzione dello svincolo Bernalda/Basentana- S.P. Andriace che interesserebbe, ai fini ablatori, la predetta p.lla 451 del foglio 25.


Avverso gli atti impugnati si deduce quanto segue:


1.- violazione e falsa applicazione degli artt. 7 e 8 della legge n.241/90, con riferimento agli artt. 10 e 11 della legge n.865/71- Eccesso di potere: violazione dei principi di trasparenza, buona amministrazione e corretta istruttoria- incompetenza- sviamento.


Si lamenta che i ricorrenti, in violazione delle norme in rubrica, hanno avuto comunicazione dell’esistenza del provvedimento lesivo dopo circa 5 anni dalla sua approvazione senza pertanto alcuna possibilità di partecipazione preventiva al procedimento;


2.- violazione e falsa applicazione dell’art. 1 della legge n.1/78 con riferimento agli artt. 1 e segg. della legge n.167/62- erroneità dei presupposti.


Non risulta che l’impugnata dichiarazione di p.u. -recante una variante ai suoli dei ricorrenti- sia stata successivamente approvata dalla Regione Basilicata con conseguente illegittimità della procedura espropriativa;


3.- violazione e falsa applicazione del comma 3° dell’art. 1 della legge n.1/78.


Gli atti approvativi del progetto sono decaduti dato che è decorso oltre un triennio senza che le opere siano state iniziate. Né l’approvazione di perizia di variante può rimettere in termini dato che è ininfluente sul progetto;


4.- eccesso di potere: difetto di istruttoria; carenza di motivazione; erroneità dei presupposti.


Poiché i ricorrenti hanno iniziato fin dal 1997 i lavori di realizzazione dell’albergo e dunque ben prima dell’impugnata approvazione del progetto, ne consegue con evidenza il difetto di istruttoria e di motivazione che ha danneggiato gli istanti.


5.- Sui danni.


Poiché l’espropriazione dei suoli già destinati a parcheggio dell’albergo incide sulla corretta operatività del servizio alberghiero snaturandone la funzione si richiedono i danni.


Si è costituita l’Amministrazione Provinciale di Matera che resiste e deduce l’inammissibilità e l’infondatezza del gravame.


Non si è costituito il Comune di Bernalda.


Con ordinanza collegiale n. 46/03 è stata fissata l’udienza di discussione del gravame.


Alla pubblica udienza del 23 ottobre 2003 il ricorso è stato ritenuto per la decisione.


 


D I R I T T O


 


Preliminarmente, va dichiarata in parte fondata l’eccezione d’irricevibilità del gravame sollevata dalla difesa della Provincia.


Risulta infatti dagli atti di parte resistente che, con nota del 29/10/02 del dirigente del servizio espropriazioni della Provincia di Matera, il ricorrente Caputi venne informato del giorno fissato per le operazioni di redazione dello stato di consistenza e presa in possesso della particella 451 ai fini della realizzazione dello svincolo in questione, dichiarato di pubblica utilità, urgente ed indifferibile con deliberazione della G.P. n.538 del 29/10/98.


A detta nota era allegata la determina dirigenziale n.2142 del 28/8/02 di autorizzazione all’occupazione d’urgenza nelle cui premesse, oltre all’indicazione della citata delibera di approvazione del progetto, con indicazione sintetica dell’oggetto della stessa, vi era indicazione anche degli altri atti di provenienza provinciale citati nell’epigrafe del presente gravame.


Poiché tale informativa è stata notificata per via postale al Caputi in data 9/11/02, risulta tardivamente proposta, nei suoi confronti, la presente impugnativa, notificata in data 13/5/03.


Viceversa la stessa eccezione non ha fondamento nei confronti del ricorrente Gallitelli Giovanni  atteso chè la medesima comunicazione sopradescritta a lui effettuata dall’amministrazione intimata mediante il servizio postale nelle forme della mera comunicazione in via amministrativa (e non della notifica postale) non è mai entrata nella sfera di conoscenza del destinatario ed è ritornata al mittente senza esito.


Ciò detto si deve passare al merito del gravame e va innanzitutto giudicato infondato il primo motivo di gravame.


L’amministrazione resistente ha infatti rilevato, senza contestazione di controparte, che, all’epoca dell’adozione della deliberazione di approvazione del progetto (29/10/98), proprietari intestatari della particella catastale 38, successivamente confluita con la particella 104 nell’odierna particella 451, erano soggetti diversi dai ricorrenti laddove solo in data 2/11/98 questi ultimi sarebbero diventati proprietari in forza di atto pubblico d’acquisto del terreno.


Ne consegue che la censura di omessa comunicazione d’avvio del procedimento precedente alla dichiarazione di p.u. dell’opera non può trovare accoglimento.


Deve poi giudicarsi infondato il quarto motivo di gravame.


Dalla concessione edilizia n.79/97 del 9/7/97 rilasciata al Caputi dal Comune di Bernalda e relativa alla “costruzione di un complesso turistico” risulta che le particelle interessate da tali lavori erano solo quelle nn. 31 e 32 del foglio 25 e non quella incisa dalla procedura ablativa “de qua” che, secondo i ricorrenti, sarebbe destinata a parcheggio dell’edificio alberghiero in via di costruzione.


Ne consegue che non può ritenersi che al momento dell’approvazione del progetto i lavori in corso fossero quelli relativi alla realizzazione del parcheggio.


E’ pure infondato il terzo motivo di ricorso.


Il ricorrente non prova in alcun modo il mancato inizio dei lavori di realizzazione dell’opera pubblica entro il triennio dall’approvazione del progetto.


A fronte di ciò, viceversa, la Provincia di Matera ha prodotto una dichiarazione di concreto inizio dei lavori in data 28/9/01, sottoscritta dai direttori dei lavori, cui l’istante non ha controdedotto.


Va infine esaminato il secondo motivo di ricorso, che è fondato.


Il ricorrente ha esibito il certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune di Bernalda in data 11/4/03 dal quale si evince che la particella incisa ricade in zona a destinazione agricola, incompatibile con l’opera pubblica cui si riferisce il progetto che, pertanto, una volta approvato a livello comunale, doveva conseguire, affinché fosse efficace, l’approvazione regionale (cfr. fra le molte Cons. St., V, 8/10/02 n.5319; T.A.R. Campania, V, 3/4/03 n.3340).


La circostanza, evidenziata dalla parte resistente, dell’essere, i  lavori in questione,  volti non già a realizzare una nuova strada bensì a migliorare la sicurezza e la funzionalità della confluenza della preesistente strada provinciale mediante adeguamento e ristrutturazione d’una vicina strada comunale non valgono ad escludere la necessità d’una variante da sottoporre, ex art. 1 co. 5 L. n.1/78, alla necessaria approvazione regionale atteso chè, comunque, l’iniziativa ablatoria della provincia ha colpito un immobile la cui destinazione non era a pubblici servizi.


Ciò detto se ne evince che, non avendo la dichiarazione di p.u. di cui alla approvazione del progetto mai conseguito, con riferimento alla proprietà del Gallitelli, gli effetti giuridici suoi proprii, la stessa non poteva sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa, a cominciare dal decreto di occupazione d’urgenza posto in essere.


Deve pertanto essere annullata la determina dirigenziale n.2142 del 28/8/02.


E’ viceversa inammissibile per carenza d’interesse l’impugnativa delle determine n. 761 del 10/4/01 e n. 1300 del 23/5/02, rispettivamente di riapprovazione del piano descrittivo d’esproprio e della perizia di variante tecnica e suppletiva, precedenti all’occupazione d’urgenza e alle quali comunque il ricorrente non attribuisce efficacia lesiva della propria sfera giuridica.


Anche l’impugnativa dell’avviso di deposito di cui all’art. 10 della legge n.865/71 è inammissibile atteso chè l’atto in questione, avendo natura di mera comunicazione, non è idoneo a produrre effetti lesivi.


Infine, la domanda di risarcimento dei danni va respinta perché indeterminata nonchè assolutamente sprovvista del necessario sostegno probatorio.


Sussistono comunque giusti motivi per compensare le spese di giudizio fra le parti.


 


P.Q.M.


 


Il tribunale amministrativo regionale per la basilicata


definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie nei limiti di cui in motivazione con annullamento degli atti ivi indicati.


Respinge la domanda di risarcimento dei danni.




Vai a : 

D.P.R. 327/2001
1 2 3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 bis 23 24 25 26
27 28 29 30 31 32 33 34 35
36 37 38 39 40 41 42 bis 44
45 46 47 48 49 50 51 52 bis
ter quater quinquies sexies
septies octies nonies 53 54 55
56 57 bis 58 59        

Login Utente
Inserire il vostro Token
Oppure utilizzate le vostre :
Email:
Password:
Ricorda i miei dati
- Registrazione gratuita
- Recupera password
- Problemi di accesso
























 
Coordinatore scientifico e direttore responsabile: PAOLO LORO
Rivista professionale nella materia dell'espropriazione per pubblica utilità
Registro Stampa Tribunale di Padova n° 2067 del 19.2.2007. COPYRIGHT © 2002-2017. Exeo srl - www.exeo.it CF PI RI 03790770287 REA 337549 ROC 15200/2007 DUNS: 339162698 cap. soc. 10.000 i.v. sede legale: piazzetta Modin 12 351129 Padova. PEC: exeo.pec@mail-certa.it. TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi. La riproduzione, la comunicazione o messa a disposizione al pubblico, la pubblica diffusione senza l'autorizzazione dell'autore e dell'editore è vietata. Alle violazioni si applicano le sanzioni previste dagli art. 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter L. 633/1941.
Powered by Next.it