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CDS 6204/2003: FORUM REI SITAE FORUM DESTINATAE SOLUTIONIS

Nella sentenza della Quarta Sezione n. 6204 del 13 ottobre 2003 il Consiglio di Stato ha ribadito, in materia di competenza, il principio forum rei sitae e forum destinatae solutionis.



 


 


 


Nella sentenza della Quarta Sezione n. 6204 del 13 ottobre 2003 il Consiglio di Stato ha ribadito, in materia di competenza, il principio  forum rei sitae e forum destinatae solutionis.


 


 





 


 


R  E  P  U  B  B  L  I  C  A     I  T  A  L  I  A  N  A


IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


 


   Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente


 


D E C I S I O N E


 


sul ricorso n. 453 del 2003, proposto dall’impresa Lauro S.p.a., in proprio e quale capogruppo mandataria dell’Associazione temporanea di imprese con Mattioda Pierino e Figli S.p.a., in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso dal prof. avv. Vittorio Biagetti, elettivamente domiciliato presso lo stesso in Roma, via A. Bertoloni 35


c o n t r o


il Consorzio Cooperative Costruzioni, in proprio e quale capogruppo mandatario dell’Associazione temporanea di imprese costituenda con Garbali-Conicos S.p.a., in persona del legale rappresentante, rappresentata e difesa dall’avv. Antonio Bargone, presso lo stesso elettivamente domiciliata in Roma, via Savoia 23 


e nei confronti di


ANAS – Ente Nazionale per le Strade, in persona del legale rappresentante, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, elettivamente domiciliato in Roma, via dei Portoghesi 12


per il regolamento di competenza


sul ricorso n. 12471/02 proposto innanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio dal Consorzio Cooperative Costruzioni;


     Visti i ricorsi con i relativi allegati;


     Visto l’atto di costituzione nella presente fase del giudizio del Consorzio e dell’ANAS;


     Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;


     Visti gli atti tutti della causa;


     Relatore, alla camera di consiglio del 10 giugno 2003 il Consigliere Filippo Patroni Griffi e uditi altresì gli Avv.ti V. Biagetti Serafini su delega dell’Avv. A. Bargone e l’Avvocato dello Stato E. Pino;


     Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:


 


F A T T O


 


Il Consorzio Cooperative Costruzioni ha impugnato in primo grado innanzi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, gli atti della procedura di gara per l’affidamento dei lavori di costruzione di un raccordo tra le strade statali 231 e 456 in località Isola d’Asti (To).


L’impresa Lauro, aggiudicataria dei lavori, ha proposto regolamento di competenza, assumendo la competenza territoriale del Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte.


Resiste il Consorzio, il quale deduce, per converso, che l’impugnazione riguarda anche atti a efficacia territoriale estesa all’intero territorio dello Stato.


Si è costituito l’ANAS.


Alla camera di consiglio del 10 giugno 2003, la causa è stata trattenuta in decisione.


 


D I R I T T O


 


In primo grado sono impugnati  gli atti della procedura di gara per l’affidamento dei lavori di costruzione di un raccordo stradale in località Isola d’Asti, ivi compresi la lettera d’invito, il parere della Commissione consultiva per la valutazione delle offerte anomale e l’aggiudicazione alla società Lauro.


La Sezione ritiene che sussista la competenza del Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte a giudicare sul gravame concernente gli atti della procedura di gara per l’affidamento di lavori da eseguirsi interamente nel territorio della regione, anche se sia impugnato il bando di gara o altri atti generali della procedura.


La legge 6 dicembre 1971, n. 1034, dopo aver posto, all’articolo 2, in via generale e primaria la regola del foro della sede dell’autorità emanante ai fini dell’individuazione della competenza territoriale, pone, con riferimento agli atti emessi da organi centrali dello Stato o di enti pubblici a carattere ultraregionale il criterio del forum destinatae solutionis, stabilendo (art. 3) la competenza del Tribunale regionale per gli atti “la cui efficacia è limitata territorialmente alla circoscrizione del tribunale” medesimo (in generale: IV, 20 giugno 1994 n. 1401).


La giurisprudenza di questo Consiglio appare non univoca nell’applicazione del criterio dell’efficacia, e in particolare in materia di realizzazione di opere pubbliche, rinvenendosi sia pronunce che individuano il giudice competente nel Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (IV, 2 dicembre 1999 n. 1783), sia pronunce orientate a riconoscere competente il tribunale amministrativo locale (IV, 28 gennaio 2002 n. 451; IV, 9 luglio 1998 n. 1078; VI, 15 settembre 1986 n. 685).


La Sezione –conformemente a quanto di recente deciso (dec. 31 maggio 2003 n. 3018)- ritiene che, una volta che debba farsi ricorso al foro dell’efficacia territoriale, questo imponga di prendere in considerazione l’ambito territoriale in cui l’atto produrrà effetti, cioè il luogo in cui il provvedimento è destinato a produrre gli effetti tipici suoi propri.


In via generale, va ricordato quell’orientamento giurisprudenziale che demanda al tribunale locale la controversia sui provvedimenti emessi da organi centrali dello Stato e destinati spiegare effetti nell’ambito del territorio di più regioni, qualora il gravame sia proposto in relazione agli effetti prodotti nell’ambito di una sola regione (IV, 11 marzo 1997 n. 249; VI, 26 luglio 1979 n. 621).


In materia di realizzazione di opere pubbliche, se la controversia riguarda la localizzazione dell’opera o gli atti inerenti alla procedura espropriativa, l’effetto tipico del provvedimento è inevitabilmente collegato al luogo in cui il bene (immobile su cui deve essere realizzata l’opera, immobile da espropriare) si trova, in ciò verificandosi una necessaria sovrapposizione tra forum rei sitae e forum destinatae solutionis.


In tema di procedure di gara il provvedimento di aggiudicazione concerne l’affidamento di lavori localizzati territorialmente, sicché l’effetto tipico dell’atto è destinato a prodursi nel territorio della regione in cui i lavori si svolgeranno.


Ad avviso della Sezione, la questione non merita soluzione diversa nell’ipotesi in cui sia stato impugnato anche il bando di gara (nella specie, lettera d’invito), né, a maggior ragione, quando siano impugnati atti consultivi interni alla procedura.


Da un punto di vista pratico, che può non essere ritenuto risolutivo ai fini della decisione della questione in diritto ma che nemmeno è buona regola obliterare del tutto, vanno segnalati gli inconvenienti cui potrebbe dar luogo l’orientamento che individua nel Tribunale amministrativo regionale per il Lazio il giudice competente.


In primo luogo, su di un piano più generale, si avrebbe una scissione del foro competente sull’impugnazione con riguardo alle distinte ipotesi della localizzazione dell’opera pubblica e delle connesse procedure di espropriazione e di occupazione d’urgenza, da una parte, e la procedura a evidenza pubblica per la scelta del soggetto cui affidare la realizzazione dell’opera: mentre, come è noto, non sono rari i casi in cui le due vicende, con le relative contestazioni, si intrecciano.


Più in particolare, e si è al secondo rilievo, non pare opportuno né logico, sul piano della coerenza del sistema, far dipendere la competenza a conoscere di una procedura di gara a seconda che il bando sia stato o meno impugnato; con la conseguenza che la stessa controversia possa essere portata a due giudici diversi a seconda di come la parte imposti il ricorso.


Al di là degli indicati inconvenienti, cui sembra possa condurre l’orientamento che, nella fattispecie considerata, individua come competente il Tribunale regionale per il Lazio, deve ritenersi che siano da condividere le argomentazioni che sorreggono sul piano sistematico la tesi opposta.


Si è già detto che il provvedimento di aggiudicazione è destinato a produrre gli effetti tipici nel territorio in cui l’intervento è realizzato.


Ad analoga conclusione deve pervenirsi anche per il bando di gara.


Il bando, pur essendo ovviamente aperto alle imprese che operano sul territorio nazionale, e anzi comunitario, è strettamente preordinato, pur nella sua, peraltro limitata, autonomia provvedimentale, alla gara indetta per l’affidamento dei lavori, i quali sono limitati al territorio di una sola regione.


In tale contesto, appare logico, e coerente con il criterio dell’efficacia territorialmente limitata, ritenere che anche la cognizione a conoscere del bando resti attratta all’efficacia del provvedimento che conclude la gara con l’aggiudicazione dei lavori da realizzare.


Deve quindi concludersi che la competenza a conoscere dei ricorsi proposti in primo grado spetta al Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte.


Le incertezze giurisprudenziali sulla questione inducono a ritenere  sussistenti  i giusti motivi per compensare tra le parti


le spese della presente fase del giudizio.


 


P. Q. M.


 


Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quarta, dichiara la competenza del Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte.


Spese compensate.


     Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa.


     Così deciso in Roma, addì 10 giugno 2003, dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale – Sezione Quarta – riunito in camera di consiglio con l’intervento dei Signori:


     Gaetano TROTTA   Presidente


     Costantino Salvatore   Consigliere


     Filippo PATRONI GRIFFI  Consigliere, est.


Vito Poli     Consigliere


Nicola Russo    Consigliere


 




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