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  • TAR LAZIO II 19 settembre 2003 n. 7662 - stati di consistenza precedenti al verbale di immissione in possesso
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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TAR LAZIO II 19 SETTEMBRE 2003 N. 7662 - STATI DI CONSISTENZA PRECEDENTI AL VERBALE DI IMMISSIONE IN POSSESSO

Il TAR Lazio torna a ribadire il tradizionale principio secondo cui la possibilità di redigere lo stato di consistenza contestualmente al verbale di immissione in possesso è ammessa solo per le opere pubbliche realizzate da enti pubblici.



 


Il TAR Lazio (7662/2003) torna a ribadire il tradizionale principio secondo cui la possibilità di redigere lo stato di consistenza contestualmente al verbale di immissione in possesso è ammessa solo per le opere pubbliche realizzate da enti pubblici, restandone esclusi gli interventi edilizi privati, ancorché convenzionati e di interesse pubblico, per i quali l'articolo 71 della legge fondamentale impone il preventivo stato di consistenza prima di procedere alla immissione in possesso. Ricordiamo che l'articolo 24 del testo unico, applicabile alle procedure espropriative relative alle opere dichiarate di pubblica utilità dopo il 30 giugno 2003,  ha superato questi principi prevedendo la compilazione dello stato di consistenza contestualmente o successivamente alla redazione del verbale di immissione in possesso (commi 2-3).







<< (...) Il decreto impugnato autorizza il Consorzio ASI Roma - Latina ad occupare i terreni della ricorrente “a norma dell’art. 3 legge n. 1/78”, sicché “alla redazione dei verbali di consistenza dei fondi dovrà procedersi in concomitanza con la redazione del verbale di immissione in possesso”, secondo lo schema previsto dall’art. 3, 2° comma L. n. 1/78.


Al riguardo la giurisprudenza amministrativa ha ripetutamente affermato che la speciale procedura in questione può essere legittimamente applicata nei soli casi di opere pubbliche realizzate da enti pubblici. L’A.P. del Consiglio di Stato n. 35 del 13.12.95 ha affermato in particolare:....agli effetti della L. n. 1/78 opere pubbliche sono soltanto quelle di competenza degli enti pubblici territoriali. E non è opera soggettivamente pubblica l’intervento edilizio privato, nonostante il pubblico interesse al quale esso sicuramente risponde”.


Sempre l’A.P. del Consiglio di Stato ha precisato che: “negli interventi di edilizia agevolata o convenzionata la redazione dello stato di consistenza delle aree oggetto di occupazione d’urgenza non è disciplinata dall’art. 3 della L. n. 1/78 (che si applica soltanto alle procedure espropriative dirette alla realizzazione di opere pubbliche), ma dall’art.71 L. n. 2359/1865 che impone il preventivo stato di consistenza prima di procedere alla immissione in possesso” (A.P. n. 29 del 6.10.95).


I principi affermati nelle decisioni citate sono applicabili anche alla fattispecie in esame nella quale avrebbe dovuto seguirsi la procedura prevista dal ricordato art. 71 L. n. 2359/1865: anche nel caso in esame infatti, come per l’attuazione degli interventi di edilizia agevolata o convenzionata, l’area oggetto di occupazione d’urgenza viene assegnata ad un soggetto privato che provvede all’esecuzione dell’intervento in vista del quale è stata avviata la procedura espropriativa (cfr. delibera consortile n. 177/97), e cioè l’ampliamento dello stabilimento di proprietà della ICOM Italia S.r.l., intervento privato e non pubblico ai sensi della costante giurisprudenza amministrativa (cfr. per un caso analogo relativo ai Consorzi Industriali, Cons. Stato, IV, 1957, 29.12.1998; 4 settembre 1996, n. 1013).


Ne deriva l’illegittimità della procedura seguita: redazione dello stato di consistenza contestualmente all’immissione in possesso.


Da qui la illegittimità del decreto del Presidente della Provincia e del pedissequo avviso di immissione in possesso.


L’accoglimento di tale motivo rende illegittima e travolge l’intera procedura espropriativa, la concessione edilizia n° 85 del 19 settembre 2000 rilasciata dal Comune di Cisterna di Latina sulla base della ritenuta regolarità della procedura espropriativa, (nonché) il decreto di esproprio, atto conclusivo della procedura. (...) >>


 




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