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LEGGE STABILITÀ 2013 STOP A ESPROPRI E OPERE PUBBLICHE ?



Convegno nazionale d'urgenza

 
Esproprionline.it ®

Convegno di Padova, 18 aprile 2013
STOP A ESPROPRI E OPERE PUBBLICHE?






I relatori: Daniela Bertoncelli, Ines Melloni, Paolo Loro, Marco Antoniol


Paolo Loro, direttore di Esproprionline, ha moderato e diretto il dibattito, descrivendo il quadro generale e traendo le conclusioni finali. Ha incentrato la sua relazione sull'interpretazione logica della disposizione della legge di stabilità contestualizzata nel quadro normativo in cui è inserita, illustrando come, alla luce delle intenzioni del legislatore nonché della clausola di rafforzamento del t.u.e., sia a suo avviso irragionevole ritenere che il divieto di acquisto si estenda all'espropriazione. 


Daniela Bertoncelli, funzionaria del Comune di Verona, ha analizzato nel dettaglio le profonde ripercussioni dell'applicazione del divieto di acquisto alla materia espropriativa, come vorrebbe la Corte dei Conti, indagando i riflessi diretti e indiretti del divieto in ogni fase della procedura espropriativa, dagli avvisi di avvio del procedimento alle cruciali fasi delle occupazioni, dei pagamenti e depositi delle indennità, suggerendo i percorsi più opportuni.


Ines Melloni, funzionaria del Comune di Reggio Emilia, ha illustrato le gravi conseguenze che l'interpretazione della Corte dei Conti avrebbe sulle occupazioni illegittime, se si ritenesse di estendere il divieto di acquisti immobiliari ai provvedimenti di acquisizione coattiva sanante di cui all'articolo 42-bis del t.u.e., anche alla luce della vasta giurisprudenza della stessa Corte dei Conti in materia di  espropriazioni illegittime. La dottoressa ha poi affrontato il tema dell'usucapione.
 

Marco Antoniol, avvocato del foro di Padova, esperto di espropriazione per pubblica utilità, ha analizzato i profili processuali e di responsabilità erariale (analizzata in ogni suo aspetto, e in particolare sotto il profilo della colpevolezza e delle esimenti, nonché del danno erariale) a cui vanno incontro le amministrazioni nel non interpretare il divieto di acquisto come ha fatto la Corte dei Conti. Si pongono, paradossalmente, a carico dei funzionari, anche evidenti profili di responsabilità nel caso contrario, e cioè di pedissequa applicazione del divieto quando sia foriera di danni, come potrebbe concretamente succedere in molti casi nel non concludere nei termini gli espropri.
 
Il 18 aprile 2013 si è tenuto presso il salone di rappresentanza del Circolo Ufficiali di Padova, a Palazzo Zacco in Prato della Valle, il convegno organizzato in termini di urgenza da Esproprionline, dopo che la Corte dei Conti ha bloccato gli espropri e, conseguentemente, le opere pubbliche rispetto alle quali gli espropri sono funzionali (cioè la maggior parte).

L’art. 12 comma 1-quater del DL 98/2011 inserito dall’art. 1, comma 138, L. 24 dicembre 2012, n. 228 recita: «Per l’anno 2013 le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’ISTAT ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, nonché le autorità indipendenti, ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), non possono acquistare immobili a titolo oneroso (omissis)».

La Corte dei Conti (
deliberazione 9/2013 Sezione Regionale di Controllo per la Liguria) ha affermato che il suddetto divieto di acquisto si estende all’espropriazione per pubblica utilità.

Dal parere della Corte dei Conti si evince che sono bloccate anche le occupazioni temporanee, e i relatori hanno convenuto che, se fosse confermata questa impostazione, è effettivamente inevitabile concludere che non si possono  occupare e trasformare irreversibilmente terreni, perché, al di là dell'aspetto formale dell'acquisto, la trasformazione dei terreni fa sorgere sia l'obbligo indennitario che l'obbligo al trasferimento della proprietà.

È per questo che l'estensione 
agli espropri del divieto di acquisto comporta il blocco delle opere pubbliche, non potendosi consegnare le aree alle imprese appaltatrici, né potendosi dichiarare la disponibilità delle aree ai fini dell'appalto.

Il convegno ha analizzato dettagliatamente l'interpretazione della norma, la presa di posizione della Corte dei Conti, le ripercussioni su ciascun aspetto della procedura espropriativa, sulle acquisizioni coattive sananti (art. 42-bis t.u.e.), oltreché sull'usucapione e sulle ordinanze contingibili ed urgenti.

Particolarmente attenta è stata la riflessione attorno ai profili di responsabilità erariale che potrebbero configurarsi sia nel caso in cui si ritenga di non considerare esteso all'espropriazione il suddetto divieto, adeguandosi all'interpretazione della Corte dei Conti, sia nel caso opposto in cui si applichi pedissequamente la sospensione dell'espropriazione e delle occupazioni, anche quando ciò comporti un esborso di somme maggiore rispetto alla chiusura normale delle procedure (per riserve di imprese appaltatrici bloccate, per interessi sull'indennità, per indennità di occupazione, eccetera).

I profili esegetici della norma sono stati parimenti oggetto di attenta analisi, venendo evidenziati numerosi e consistenti argomenti di interpretazione logico-sistematica di segno opposto all'estensione agli espropri del divieto di acquisto.

I relatori, autori di relazioni raccolte in ben 160 pagine di atti caratterizzati da un grado di approfondimento estremamente analitico ed esaustivo della questione sotto ogni aspetto (processuale, procedimentale e interpretativo), hanno espresso opinioni molto chiare e nette, dando suggerimenti e fornendo indirizzi operativi, anche nell'ampio spazio dedicato al dibattito.

L'evento è stato come di consueto un'occasione di incontro e scambio di esperienze tra operatori italiani che da anni seguono EOL e partecipano alle iniziative formative della rivista.


L'importanza dell'evento, per l'allarme sugli evidenti pesantissimi risvolti sociali derivanti dal definitivo blocco delle poche opere pubbliche che ancora sono finanziate (cosa che determinerebbe il colpo di grazia a settori già in grave crisi), ha attirato l'interesse degli organi di informazione.
 
 



 
La sala. Il pubblico, affluito nonostante il brevissimo tempo di reclamizzazione dell'evento, e nonostante i tagli ormai pressoché totali delle pubbliche amministrazioni nell'ambito della formazione dei dipendenti, è stato rappresentato da funzionari di enti pubblici provenienti da tutta Italia. Ciò ha rappresentato una preziosa opportunità di confronto e di scambio di esperienze.






 
  
  


 


 
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