L'INDENNITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE


Edificabilità di diritto e di fatto, zone F, fasce di rispetto, momento di apprezzamento del valore del bene, indennità aggiuntive, interventi di riforma economico sociale, deprezzamento beni non espropriati ed espropriazione parziale, pregiudizio all'attività economica, ius tollendi. Aggiornamento alla giurisprudenza 2013-2014.

Data: 24/03/2014
24 MARZO 2014: GIORNATA DI STUDIO E AGGIORNAMENTO SULLE INDENNITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER P.U.
Lunedi 24 marzo 2014 si è tenuta a Padova una giornata di studio sull'indennità di espropriazione per pubblica utilità, organizzata da Esproprionline. I relatori, il dott. Salvatore Salvago, presidente della prima sezione della Suprema Corte di Cassazione, e il dott. Paolo Loro, direttore della rivista giuridica telematica Esproprionline, hanno affrontato la complessa materia mettendo a confronto le disposizioni del dPR 327 del 2001 con la più recente giurisprudenza.
Data: 24/03/2014
INTERVISTA A PAOLO LORO A MARGINE DELLA GIORNATA DI STUDIO DI PADOVA DEL 24 MARZO 2014
Indennità di esproprio: a quanto ammonta? Gli enti esproprianti quanto e quando pagano? È vero che possono prendersi i terreni senza il consenso dei proprietari? Ci sono ancora gli aumenti per i coltivatori diretti?


 

GIORNATA DI STUDIO

lunedi 24 marzo 2014
ore 9:00-13:30 - 15:00-17:30

 

Padova - Circolo Ufficiali, Palazzo Zacco, Prato della Valle 82

   

L'INDENNITÀ NELL'ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ

   

SALVATORE SALVAGO - PAOLO LORO 

 

Sintesi della giornata


intervista al dott. Paolo Loro
 

Lunedi 24 marzo 2014 presso la storica sede del Circolo Ufficiali di Padova, si è tenuta la giornata di studio sull’indennità di espropriazione organizzata da Esproprionline. I relatori, il dott. Salvatore Salvago, presidente della prima sezione della Suprema Corte di Cassazione, e il dott. Paolo Loro, direttore di Esproprionline, hanno seguito un inedito percorso espositivo della complessa materia, volto a confrontare le disposizioni più importanti e problematiche del capo VI del titolo II del dPR 327/2001 con la relativa giurisprudenza della Cassazione degli ultimi anni, e in particolare quella del 2013 e dei primi mesi del 2014.

Ampia attenzione è stata dedicata al fondamentale articolo 32 del testo unico, sviscerato in ogni sua implicazione, partendo dalla disciplina del momento rilevante per la ricognizione delle caratteristiche del bene oggetto di esproprio (rispetto alla quale il tenore letterale del primo comma può risultare fuorviante), passando per una approfondita analisi dell’incidenza dei vincoli di inedificabilità (anche alla luce del quarto comma dell’articolo 37), con particolare attenzione alla zonizzazione pubblicistica e alle fasce di rispetto, per arrivare alla disciplina indennitaria dei soprassuoli (secondo comma dell’articolo 32), che riserva una importante novità giurisprudenziale, e concludere con alcune riflessioni riguardo il diritto del proprietario di asportare dal bene tutto ciò che può essere tolto (ius tollendi), in rapporto alla giurisprudenza relativa ai beni mobili presenti sul fondo e ai costi di trasloco e spostamento. In particolare, a questo riguardo, si è accennato alla problematica dei vivai.

I relatori si sono poi soffermati a lungo sul deprezzamento (o eventualmente sull’apprezzamento) delle aree residue in caso di espropriazione parziale (articolo 33) e sui danni derivanti dall’opera pubblica ai beni non espropriati (art. 44), mettendo in luce le differenze essenziali di oggetto, contenuto e fattispecie tra i due distinti istituti, e analizzando la principale casistica dei danni permanenti (in particolare le immissioni nocive sopra la soglia della normale tollerabilità e il discusso rilievo del deprezzamento da perdita del paesaggio), da tenersi distinti dagli asservimenti coattivi.

Dopo aver ricordato (anche in una eventuale prospettiva evolutiva) le motivazioni che stanno alla base del consolidato orientamento della Cassazione in ordine all’assenza di copertura indennitaria dei danni biologici e non patrimoniali, nonché del lucro cessante e del pregiudizio all’attività economica, sono state analizzate alcune situazioni border-line, come il danno all’azienda agricola, l’esproprio di cave (autorizzate o meno, coltivate o meno), e l’incidenza nella stima dell’indennità del valore del materiale litoide presente nel sottosuolo.

La parte conclusiva della giornata di studio è stata dedicata all’analisi delle variazioni sul valore venale previste dai primi due commi dell’articolo 37, e precisamente la riduzione del 25% in caso di riforme economico-sociali, e la maggiorazione del 10% in caso di accordo di cessione, indagandone i limiti e le prospettive. I relatori si sono infine soffermati sulla sorte delle indennità aggiuntive stabilite dalle lettere ‘c’ e ‘d’ del secondo comma dell’articolo 45 (triplicazione o aumento del 50%) dopo la sentenza della Corte Costituzionale 181/2011 ricordando le varie tesi emerse e indicando quella preferibile.

Il dibattito finale, che si è protratto oltre l’orario programmato, è stato intenso; si segnala in particolare una discussione relativa all’applicazione dell’indennità di occupazione alla maggiorazione del 10%, ai soprassuoli e al deprezzamento dell’area residua.

Il pubblico, che ha partecipato numeroso nonostante le attuali difficoltà economiche degli enti pubblici, è affluito da ogni parte d’Italia, ed è stato composto principalmente da primarie Autorità esproprianti, ma anche da numerosi professionisti legali e tecnici.
 
  la sala


 


i relatori



  palazzo Zacco