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ANNO XVII
ISSN 1971-9817
   
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Indennità di esproprio ad una SNC: IVA o imposta di registro ?


LUIGI GIORDANO: « Desidero sapere se un terreno posseduto da una S.N.C., riportato in contabilità non come bene strumentale, espropriato dal comune per realizzare insediamenti produttivi cosiddetti p.i.p , se la società è obbligata ad emettere fattura con aliquota ordinaria o sconta l'imposta di registro. »


PL - Ai fini IVA,  gli atti di esproprio sono  equiparabili a cessioni, e l’indennità  di esproprio di un terreno - discutendosi qui di terreni e non di fabbricati - suscettibile di utilizzazione edificatoria (essendo esclusi, ai sensi dell’art. 2 comma 3 lettera c DPR 633/1972, i terreni non suscettibili di utilizzazione edificatoria) appartenente ad un soggetto IVA, è da assoggettare al tributo, trattandosi   di corrispettivo  di operazione  imponibile ai sensi  dell'art.  2  del DPR 26.10.72 n.  633 posta in essere da un soggetto d'imposta. Infatti,  l'art. 13,  secondo comma, lett. a), del D.P.R.  26 ottobre 1972, n.  633,  stabilisce che   per  le  cessioni di beni dipendenti  da atto  della pubblica autorità, i  corrispettivi,  che  vanno  a formare   la  base   imponibile,  sono  costituiti  "dall'indennizzo  comunque denominato" (cfr. Ris. Min. Fin. 7/2/1984 n. 344477, 27/7/1985 n. 322433, 10/10/1990 n. 430797, 31/10/1990 n. 430409, 22/5/1995 n. 125) e l'art. 6, comma 2, lett. a) stabilisce che "l'operazione si considera effettuata, per le cessioni di beni per atto di pubblica autorità…. all'atto del pagamento del corrispettivo". Non vi è alcun dubbio che queste disposizioni riguardino l’espropriazione per pubblica utilità, peraltro in conformità con l'art. 5 della direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, n. 77/388/CEE (VI direttiva CEE), secondo la quale si considera "cessione di bene" anche "il trasferimento, accompagnato dal pagamento di un'indennità, della proprietà di un bene in forza di un'espropriazione compiuta dalla pubblica amministrazione o in suo nome o a norma di legge".  Mentre l’aliquota IVA può variare se si tratta di cessione di fabbricati, in caso di cessione di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria essa rimane fissa al 20%. Per quanto riguarda la strumentalità del bene rispetto all’attività esercitata - a cui Lei fa riferimento -, è opinione corrente che essa non sia rilevante ai fini dell’assoggettamento del trasferimento all’IVA - a maggior ragione se il venditore ha detratto l’IVA in occasione del precedente acquisto -,  rilevando la strumentalità (così come l’iscrizione in bilancio o nel registro dei beni ammortizzabili) al diverso fine del concorso o meno della plusvalenza alla formazione del reddito d’impresa.  Quanto al principio dell’alternatività sancito dall'articolo 40 del Dpr 131/1986, l’alternatività riguarda solo l’imposizione in misura proporzionale, per cui quando è applicabile l’IVA, la compravendita continua comunque  ad essere soggetta anche alle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa; questa disciplina generale va inoltre integrata con la normativa speciale in materia di espropriazione per pubblica utilità,  per cui se beneficiario dell’esproprio è lo Stato, vige la totale esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Irrilevante nel caso illustrato è la destinazione a PIP; infatti è vero che l'articolo 33, comma 3, della legge 23.12.2000, n. 388, modificato ed integrato dall’art. 76 della L. 28.12.2001 n. 448 e dall’art. 2 comma 30 della legge 24.12.2003 n. 350, ha assoggettato all'imposta di registro dell'1 per cento e alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa "i trasferimenti di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, regolarmente approvati ai sensi della normativa statale o regionale", e "a condizione che l'utilizzazione edificatoria dell'area avvenga entro cinque anni dal trasferimento", ma se l'alienante è un soggetto IVA si applica comunque l'imposta sul valore aggiunto secondo le regole ordinarie, con l’assoggettamento ordinario dell’atto alle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa.  Del tutto irrilevante è altresì, ai fini della tassazione del trasferimento ablatorio, la circostanza che il bene espropriato per un PIP è destinato ad essere ritrasferito, e che i successivi trasferimenti agli assegnatari delle aree rimangono esclusi dal campo di applicazione dell’IVA (Ris. Min. Fin. 19/10/1992 n. 431064, Circ. 14/6/1993 n. 8/478013, Ris. 1/7/1998 n.67; cfr. art. 36 comma 19 bis DL 30.8.1993 n. 331). Semmai - alla luce dell’attuale giurisprudenza della Corte di Cassazione in tema di edificabilità ai fini dell’indennità di esproprio, che considera un piano attuativo come il PIP idoneo a conferire un carattere di edificabilità legale al terreno da espropriare (es. CASS 5874/2004, 21402/2005) - la destinazione a PIP  conferma la qualifica di terreno edificabile di diritto, condizione necessaria - come si è detto - per l’applicazione dell’IVA (es. COMM. TR. CENTR. 5518/1998, CASS 15255/2000).


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ter quater quinquies sexies
septies octies nonies 53 54 55
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