TERRITORIO - il network sulla gestione del territorio
DEMANIO MARITTIMO - La rivista del demanio e patrimonio
URBIM - edilizia e urbanistica
TERRITORIO - il network sulla gestione del territorio
URBIM - edilizia e urbanistica
La rivista del demanio e patrimonio pubblico
Exeo Edizioni Digitali Professionali: ebook e riviste web per professionisti
ANNO XVI
ISSN 1971-9817
   
AVVERTENZE REGISTRAZIONE ABBONAMENTI CONTATTI  
Ricerca
Print Page
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
divisione



























     

Come si calcola l'indennità di asservimento per una fognatura ?


COMUNE DI AREZZO: « E' corretto calcolare l'indennità di asservimento (es. gasdotto, fognatura) di aree agricole, applicando il VAM - per intero- relativamente all'area di ingombro (area effettivamente occupata dalla tubazione) e - per la percentuale del 25% - relativamente all'area di rispetto (una fascia da 1 m. 3 m., a seconda dei casi) ? E' dovuta, sempre in caso di asservimento, al proprietario la maggiorazione del 50% o la triplicazione a seconda dei casi ? Si pagano le indennità aggiuntive ai fittavoli, mezzadri etc. ? Negli anni passati, prima del T.U., si è applicato per analogia la disciplina relativa agli espropri, ma ora ? ........ Grazie e cordiali saluti. »


PL - Data la complessità della questione, e la pluralità di quesiti che Lei mi pone, ciascuno meritevole di lunga disamina, mi limito ad alcune considerazioni di massima consone alla natura di questa rubrica, riservandomi di ritornare sull’argomento in apposito approfondimento. Al di là di sporadiche disposizioni speciali - e mi riferisco alla materia dell’elettrodotto ex art. 123 RD 1775/1933, abrogato dall’art. 58.1.59 dPR 327/2001 - non c’è mai stata una norma che abbia dettato un criterio preciso per quantificare in via generale l’indennità di asservimento: non il generico articolo 46 della legge 2359/1865, e non l’altrettanto generico articolo 44 del TU. L’articolo 1053 del codice civile prevede in caso di servitù di passaggio un’indennità proporzionata al danno cagionato dal passaggio, ovvero, qualora, per attuare il passaggio, sia necessario occupare con opere stabili o lasciare incolta una zona del fondo servente, il controvalore della relativa superficie. In ordine all’indennità per l’imposizione della servitù di acquedotto, l’articolo 1038 del codice civile stabilisce che è composta da: a) il valore del suolo occupato dalle opere; b) metà del valore del suolo occupato per deposito materiali di estrazione e getto degli spurghi; c) danni diretti (piantagioni distrutte, ripristini, ecc.); d) danni indiretti (aumento dei costi di produzione, deprezzamento del fondo, intersecazione, ecc.). La giurisprudenza si è limitata a ribadire che, mentre l’indennità di asservimento civilistico è rapportata al valore venale del fondo, l’indennità di asservimento coattivo per pubblica utilità va parametrata al valore di esproprio (es. CASS SSUU 51/2001, CASS 8097/2000), per scongiurare l’aberrante possibilità che l’indennità di esproprio venga a risultare inferiore all’indennità di asservimento, cioè che un detrimento maggiore (l’esproprio della piena proprietà) possa essere remunerato meno di un detrimento minore (il semplice asservimento): queste sentenze sembrano teorizzare la necessità di individuare, di volta in volta in relazione al grado concreto di impatto dell’opera, un rapporto percentuale tra l’indennità di asservimento e una virtuale indennità di esproprio, se del caso calcolata con il criterio complementare (ex plur. CASS 464/2006, CASS 21401/2005, SSUU 104/1999). Quando l’acquedotto non è a cielo aperto, ma consiste in una canalizzazione sotterranea, è diffusa l’applicazione dell’articolo 1038 nel senso di riconoscere tout court il valore pieno (cioè in caso di asservimento coattivo per pubblica utilità, come si è detto, il valore pieno di esproprio = VAM) della superficie interessata dallo scavo, anche se la profondità alla quale viene posizionato il tubo non pregiudica la coltivazione, sommato alla metà del valore delle fasce laterali destinate alla manutenzione, assimilate a quelle destinate allo spurgo, oltre agli eventuali danni diretti e indiretti. Non è però del tutto chiaro se l’articolo 1038 vada indiscriminatamente applicato ai canali a cielo aperto e alle condutture sotterranee: è evidente infatti la sperequazione nel pagare a valore pieno un terreno tanto se sia inibito all’uso di superficie, quanto se rimanga utilizzabile in superficie: anche la Cassazione, nella citata sentenza a Sezioni Unite 51/2001, afferma - anche se con riferimento alle fasce laterali - la legittimità del pagamento del valore pieno solo laddove l’utilizzo del fondo da parte del proprietario venga completamente pregiudicato. L’articolo 1043 c.c. estende allo scarico coattivo, come la fognatura, le disposizioni in materia di acquedotto. Non esistono deprezzamenti prestabiliti: il 25% è una percentuale apodittica dedotta per analogia dall’art. 123 RD 1775/33, che la applica al valore del suolo sottostante i conduttori elettrici. Per quanto riguarda i metanodotti, l’articolo 23 della legge 136/1953, abrogato dal testo unico, non dettava criteri particolari in ordine al calcolo dell’indennità, e la prassi si è variamente consolidata nel senso di applicare per analogia principi desunti dalla normativa in materia di acquedotto, ovvero di elettrodotto, ovvero facendo un mix tra le varie norme: per i metanodotti sussiste poi un regime articolato di fasce di rispetto, a seconda della pressione di esercizio, del diametro della condotta, della natura del terreno e al tipo di manufatto di protezione.

D.P.R. 327/2001
1 2 3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 bis 23 24 25 26
27 28 29 30 31 32 33 34 35
36 37 38 39 40 41 42 bis 44
45 46 47 48 49 50 51 52 bis
ter quater quinquies sexies
septies octies nonies 53 54 55
56 57 bis 58 59        

Login Utente
Inserire il vostro Token
Oppure utilizzate le vostre :
Email:
Password:
Ricorda i miei dati
- Registrazione gratuita
- Recupera password
- Problemi di accesso


























 
Coordinatore scientifico e direttore responsabile: PAOLO LORO
Rivista professionale nella materia dell'espropriazione per pubblica utilità
Registro Stampa Tribunale di Padova n° 2067 del 19.2.2007. COPYRIGHT © 2002-2018. Exeo srl - www.exeo.it CF PI RI 03790770287 REA 337549 ROC 15200/2007 DUNS: 339162698 cap. soc. 10.000 i.v. sede legale: piazzetta Modin 12 351129 Padova. PEC: exeo.pec@mail-certa.it. TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi. La riproduzione, la comunicazione o messa a disposizione al pubblico, la pubblica diffusione senza l'autorizzazione dell'autore e dell'editore è vietata. Alle violazioni si applicano le sanzioni previste dagli art. 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter L. 633/1941.
Powered by Next.it