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ANNO XVI
ISSN 1971-9817
   
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Chi è il destinatario degli atti e delle notifiche se il proprietario catastale è morto e gli eredi sono sconosciuti ?


COMUNE DI CAMAIORE: « Quando non sono note le generalità del proprietario delle aree perchè il catasto non è stato aggiornato (esempio tizio nato nel secolo scorso e ormai deceduto), non sono conosciuti eredi o comunque risulta impossibile determinare l'effettiva proprietà, a chi vanno indirizzati gli atti di esproprio ? Come si effettua la notifica ? »


PL -  La questione involge due diversi ordini di problemi: a) occorre innanzitutto identificare il destinatario del provvedimento, b) una volta identificato, occorre fare in modo che il provvedimento lo raggiunga, effettivamente o legalmente. In materia di espropriazione, il primo problema viene risolto dal dpr 327/2001, (sulla falsariga della legislazione e della giurisprudenza precedente) stabilendo che il destinatario dei pagamenti e della procedura espropriativa è il proprietario effettivo, che tuttavia si presume essere quello risultante dai registri catastali, salvo non risulti diversamente. Trattandosi di una presunzione relativa, il dato catastale non è dunque un feticcio sacro e intoccabile, ma è semplicemente uno strumento che viene fornito all’amministrazione per agevolarla nel suo compito, fermo restando che se essa viene a conoscenza di un diverso proprietario reale, è tenuta a dirottare nei suoi confronti la procedura (artt. 3.2 e 3.3), e fermo restando che - in ogni caso -, prima dei pagamenti occorre che sia data prova della piena e libera proprietà del percipiente (20.6, 20.8, 26). Se nella fattispecie da lei descritta sono state infruttuosamente espletate le verifiche in Conservatoria dei Registri Immobiliari, né - dopo aver esperito ogni tentativo secondo la comune diligenza - sia stato possibile rintracciare alcuno dei successori ai sensi del titolo II del libro II del codice civile (vedasi TAR CT 1001/2005), ci troviamo di fronte ad un’ipotesi in cui la presunzione di rispondenza alla realtà del dato catastale è crollata all’evidenza della morte dell’intestatario catastale, ma allo stesso tempo non risulta in alcun modo possibile sostituire il dato catastale con il dato reale. Escluderei in particolare che in casi come questo debba tout court ritenersi che il bene sia stato devoluto allo Stato ai sensi dell’articolo 586 c.c., e ciò perché questo effetto si verifica “in mancanza di altri successibili”, ma di tale mancanza - nel caso da lei descritto - non vi è prova, come del resto neppure della loro esistenza: la successione in capo allo Stato rimane semplicemente una delle varie possibilità. E’ d’altro canto ovviamente da escludersi che l’Amministrazione rimanga inibita dall’emanazione del decreto di esproprio e dalla realizzazione dell’opera per l’impossibilità di trovare il destinatario degli effetti della sua azione, considerato anche l’onere di diligenza che hanno in generale tutti i proprietari nel mantenere aggiornati i registri che li riguardano, onere che pone a loro rischio l’impossibilità di risalire alla effettiva proprietà derivante dal mancato aggiornamento dei registri stessi riconducibile a loro inerzia o negligenza. A rigori, la esatta situazione imporrebbe di emettere il decreto di esproprio nei confronti degli “ignoti” eredi del deceduto proprietario catastale, ma questa soluzione non mi risulta praticata; in ultima analisi, non rimane che continuare a procedere con il dato catastale, trattandosi in fondo di questione puramente formale, considerato che il decreto di esproprio trasferisce in ogni caso il diritto a titolo originario, indipendentemente dal nominativo riportato (si pensi al fatto che un decreto di esproprio nei confronti di un catastale diverso dal reale è perfettamente valido ed efficace). A questo punto, però, emerge il secondo problema, quello della notifica al proprietario catastale defunto, che non può trovare medesima soluzione, nel senso che non si può notificare l’atto alla buonanima, ma occorre indirizzarlo agli (sconosciuti) eredi della stessa (“a Tizio ora eredi”). Il dpr 327/2001, all’articolo 16.8, prevede espressamente, in caso di morte del proprietario catastale senza che risulti il proprietario attuale, in luogo della impossibile comunicazione personale, la pubblicazione dell’avviso all’albo pretorio e su uno o più quotidiani a diffusione nazionale e locale; non si capisce davvero perchè il legislatore abbia ritenuto di disciplinare tale fattispecie solo con riguardo all’avviso di cui all’articolo 16 e non negli altri casi, ma tant’è, e dunque rimane aperta la questione. In presenza di eredi, la notifica andrebbe fatta a ciascuno di essi, ma questo presuppone ovviamente sapere chi sono. Le norme del codice di procedura civile  che consentono la notificazione agli eredi impersonalmente e collettivamente, hanno carattere eccezionale, e non possono essere applicate al di fuori dei casi espressamente previsti (artt. 286, 303, 328, 330, 477 cpc). Verosimilmente non rimane che usare il metodo residuale dell’articolo 143 secondo comma del cpc, mediante consegna dell’atto al pubblico ministero, non essendo conosciuti né il destinatario, né, tantomeno, la sua residenza, dimora, domicilio, ultima residenza o luogo di nascita, anche se - per vero - l’articolo 49 delle disp. att. del c.p.c. prevede che la nota da consegnarsi al P.M. debba contenere “il nome, la residenza o la dimora del destinatario”.


D.P.R. 327/2001
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45 46 47 48 49 50 51 52 bis
ter quater quinquies sexies
septies octies nonies 53 54 55
56 57 bis 58 59        

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