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ANNO XVI
ISSN 1971-9817
   
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La servitù - sorella minore dell'esproprio - è sottoposta agli stessi minuziosi adempimenti previsti per l'esproprio?


COMUNE DI MONTALE: « Nel procedimento di sola imposizione di servitù di passaggio di fognatura mi sono avvalsa della semplificazione dell'art. 45 del TU degli espropri: i proprietari dei terreni asservendi hanno accettato la servitù e la relativa indennità offerta, successivamente, liquidata loro con determinazione dirigenziale. Ulteriormente semplificando il procedimento (anche perchè trattasi di indennità di modesto importo) ai sensi dell'art. 20, co. 11 del TU, vorrei emettere il decreto di asservimento (da trascrivere regolarmente nei registri immobiliari). Ciò premesso e considerato anche che autorità asservente, promotore e beneficiario dell'asservimento coincidono nella figura del comune, mi chiedo e chiedo, gentilmente, a lei dott. Loro: 1. ai sensi dell'art. 26, co. 7 del TU, della determinazione di liquidazione dell'indennità di asservimento deve essere data notizia al terzo titolare di un diritto di passo sui beni oggetto di asservimento (il quale è già informato dei lavori avendogli inviato l'avviso di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 16 del TU)? 2. della stessa determinazione di liquidazione deve essere curata la pubblicazione per estratto nel Bollettino Ufficiale della Regione, ai sensi dell'art. 26, co. 8 del TU? 3. il decreto di asservimento al pari di quello di esproprio deve essere notificato ai proprietari nelle forme degli atti processuali civili? 4. il decreto di asservimento, solo per celerità ed economicità di procedimento, PUO' essere accompagnato da avviso contenente l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora in cui è prevista l'immissione in possesso, nel caso di specie, finalizzata alla sola occupazione temporanea che dovrà avvenire nel rispetto dell'art. 49 del TU ? »


PL – La procedura ibridizzata composta dagli articoli 45 > 20.11 (45 per chiudere subito con i consenzienti, 20.11 per risparmiare i soldi della stipula), è abbastanza spregiudicata, perché il 45 non prevede espressamente la possibilità di un atto traslativo unilaterale, e il 20.11 è innestato in una precisa sequenza procedimentale, quella dell’articolo 20, e utilizzarlo decontestualizzato estraendolo dal cilindro quando fa comodo, assomiglia parecchio ad una forzatura. Ma diciamo pure che, date le circostanze, anch’io farei così. E poi, tutto sommato, che si aggiri nel testo unico lo spettro del decreto di esproprio decontestualizzato, cioè esistente in quanto tale, a prescindere dal 20 e dal 22, è confermato fuor di ogni dubbio dall’art. 22 bis comma 6.

1. Certamente (non era necessario mandargli l’avviso ex art. 16: 16.9).

2. Purtroppo sì (26.7).

3. Sì: 23.1.g. Noti come il 23.1.f stabilisce che il decreto di esproprio “dispone il passaggio del diritto di proprietà o del diritto oggetto dell’espropriazione”, come la servitù, appunto. Infatti anche il “decreto di asservimento”, che si chiama così per prassi consolidata, è una species del genus “decreto di esproprio”. Espropriare significa privare, e come è possibile sottrarre al proprietario l’intero diritto di proprietà, così è possibile sottrargli solo alcune facoltà di godimento del bene imponendo su di esso una servitù coattiva.

4. Posto che l’immissione in possesso può seguire o precedere tanto il decreto di esproprio quanto il decreto di asservimento, va osservato che la dinamica dell’immissione in possesso in caso di esproprio o in caso di asservimento è assai diversa. Mentre infatti nell’esproprio il vecchio proprietario perde per sempre il godimento del bene (salvo la remota eventualità della  retrocessione), nell’asservimento di condotta fognaria, il proprietario è destinato a ritornare in possesso dell’area di superficie al termine dei lavori. In sostanza mentre nell’esproprio si configura un impossessamento definitivo, nell’asservimento si configura un impossessamento temporaneo di una determinata fascia di terreno per l’esecuzione dei lavori, e un impossessamento definitivo del sottosuolo oggetto di intubazione. Nel Suo caso si potrebbe anticipare l’immissione in possesso rispetto all’emanazione del decreto di asservimento (che dunque non sarebbe più accompagnato dall’avviso di cui al 23.1.g): con l’accordo di cui al 45 si ottiene fin da subito (in analogia al 20.6) il consenso dei proprietari all’immissione in possesso temporanea > si eseguono i lavori > una volta raggiunta la certezza della localizzazione (difficilmente preventivabile nelle opere sottoterra) si emette il decreto di asservimento > al termine dei lavori si restituisce l’area asservita. Se invece Lei intende emettere il decreto di asservimento prima di eseguire i lavori, a stretto rigore l’immissione in possesso in esecuzione dello stesso dovrebbe riguardare solo ciò che viene ingombrato dall’asservimento stesso, mentre l'area oggetto di occupazione temporanea destinata ad essere restituita andrebbe – a rigori – occupata utilizzando l’art. 49. In pratica non vedo un grosso problema, basta emettere oltre al decreto di asservimento un’ordinanza di occupazione temporanea ai sensi del 49.1 e formulare un avviso di immissione in possesso promiscuo ai sensi sia del 23.1.g che del 49.2, specificando con esattezza quale sarà l’area asservita.       


D.P.R. 327/2001
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45 46 47 48 49 50 51 52 bis
ter quater quinquies sexies
septies octies nonies 53 54 55
56 57 bis 58 59        

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