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ANNO XVII
ISSN 1971-9817
   
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Come si ripartisce l'indennità tra l'usufruttuario e il nudo proprietario ?


CONSORZIO DI BONIFICA DESE SILE: « Vorremmo sottoporre alla Vs attenzione alcuni quesiti in merito alla figura dell'usufruttuario in una procedura espropriativa. a - Chi ha diritto all'indennizzo su un terreno oggetto d'esproprio dove dove l'usufruttuario è generale e con quota 1000/1000?E se l'usufrutto fosse solo parziale (1/3)? b - Come vanno indennizzati l'usufruttuario e il nudo proprietario (e l'eventuale affittuario) qualora uno dei due, entrambi o tutti e 3 possiedono la qualifica di Imprenditori agricoli a titolo principale? CASO 1: Usufruttuario generale si, Nudo proprietario no; CASO 2: Usufruttuario generale si, Nudo proprietario si; CASO 3: Usufruttuario generale no, Nudo proprietario si; CASO 4: Usufruttuario generale no, Nudo proprietario no; CASO 5 Usufruttuario generale si, Nudo proprietario si, Affittuario si. Ove 'si' significa che è imprenditore agricolo a titolo principale (vedi requisito che permette la triplicazione dell'indennità d'esproprio), e 'no' significa che non è imprenditore agricolo a titolo principale. »


PL - Le questioni da Lei toccate, pur in una apprezzabile e molto chiara veste schematica, sottendono questioni estremamente complesse, e in parte controverse, sulle quali in questa sede non posso soffermarmi (La rimando in proposito al mio articolo "Indennità di esproprio: la determinazione a favore del coltivatore diretto e dell'imprenditore agricolo a titolo principale" in Azienditalia Finanza e Tributi - IPSOA Milano, 22/2001, 1280 e segg. e a un mio altro articolo in corso di pubblicazione nel numero di agosto della medesima rivista). In generale, tuttavia, voglio sottoporre a Lei e ai lettori i seguenti spunti di riflessione:
1. PERCHE' PAGARE L'USUFRUTTUARIO ? E' prassi diffusissima quella di operare distribuzioni dell'indennità tra i nudi proprietari e gli altri titolari di diritti reali: per quanto riguarda gli usufruttuari è un classico l'utilizzo delle tabelle del Ministero delle Finanze contenenti le modalità di calcolo dell'usufrutto in materia di imposta di registro. Ebbene, ciò, di per sé (anche alla luce della scarsa giurisprudenza: es. Cass. 4364/1982), non è previsto dalla legge: sia la legge fondamentale che il testo unico prevedono, in caso di diritti di terzi, che questi ultimi trovino capienza nell'indennità spettante al proprietario, ma senza prefissare criteri di ripartizione: in caso di disaccordo le somme vanno depositate (cfr. articoli 27 e 52 e seguenti della legge 2359/1865). La medesima irrilevanza degli usufruttuari nei confronti dell'ente espropriante si ha, a maggior ragione, in ordine al diritto di accettazione dell'indennità e alle conseguenti maggiorazioni, come d'altro canto si desume molto chiaramente dagli articoli 12 e 17 della 865/71 e 5 bis della 359/92. In ogni caso, se c'è di mezzo l'usufruttuario - il quale ha il possesso del bene - ritengo che né lo stesso (la legge parla di proprietario diretto coltivatore) né il nudo proprietario, il quale non coltiva direttamente la terra, possano esigere la triplicazione.
2. L'I.A.T.P. HA DIRITTO ALLA TRIPLICAZIONE ? Ciò, a dire il vero, non sta scritto nell'articolo 17 della legge 865/71, ma d'altro canto la definizione "diretto coltivatore" non è tale da escluderlo: quello che importa considerare è la ratio dell'articolo 17 che - secondo me - più che tutelare coloro che dalla conduzione del fondo ricavano i propri mezzi di sussistenza (come sembra ritenere la giurisprudenza), premia coloro che nella conduzione del fondo esercitano la propria professionalità, intesa in larga massima - sempre secondo me - come prevalenza dell'attività di coltivazione dal punto di vista del reddito e del tempo lavorativo (si guardi alle concrete dichiarazioni dei redditi piuttosto che alle certificazioni INPS).

D.P.R. 327/2001
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ter quater quinquies sexies
septies octies nonies 53 54 55
56 57 bis 58 59        

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