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ANNO XVII
ISSN 1971-9817
   
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E' possibile autorizzare lo svincolo della indennità provvisoria non accettata ?


COMUNE DI VALENZANO: « E' stato emesso il decreto di esproprio (art. 20) e, preliminarmente, le indennità provvisorie non accettate sono state depositate. Si è in attesa della determinazione del valore definitivo dell'indennità da parte della Commissione Provinciale Espropri. Domanda: è possibile concedere lo svincolo della indennità depositata secondo l'art. 26 oppure occorre che l'indennità diventi definitiva per tutti stante il disposto dell'art. 28? »


PL – L’articolato del testo unico in tema di svincolo è – a dir poco – oscuro. Gli articoli 20.14 e 26.1 ultimo alinea stabiliscono che l’indennità non accettata vada depositata; l’articolo 26.5. stabilisce che «Qualora manchino diritti dei terzi sul bene, il proprietario può in qualunque momento percepire la somma depositata, con riserva di chiedere in sede giurisdizionale l'importo effettivamente spettante»; l’articolo 28 (rubricato “pagamento definitivo della indennità”) stabilisce che l’autorizzazione allo svincolo possa avvenire solo quando sia divenuta definitiva rispetto a tutti l’indennità di espropriazione e non sia stata notificata l’opposizione in Corte d’Appello alla determinazione cd. “definitiva”, (cioè a quella effettuata in secondo grado amministrativo dalla Commissione provinciale o dal Collegio dei tecnici), mancata opposizione - anche da parte di terzi - che deve “risultare” agli atti. Ciò che è chiaro è che l’autorizzazione allo svincolo può avvenire solo se l’indennità sia divenuta definitiva e non più discutibile. Ciò che è dubbio, invece, è con riguardo allo svincolo di quale indennità, provvisoria o definitiva, o entrambe, sia richiesta l’autorizzazione dell’articolo 28, con il corollario della necessaria definitività-indiscutibilità della indennità, che dell’autorizzazione costituisce il presupposto, ai fini dello svincolo. L’ambito di applicazione dell’articolo 28 è strettamente correlato a quello del quinto comma dell’articolo 26, il quale prevede la possibilità per il proprietario di ottenere in qualunque momento lo svincolo con riserva di richiedere la determinazione giudiziale dell’indennità. Il suddetto comma, cioè, stabilisce che il proprietario può ottenere lo svincolo dietro semplice richiesta anche se non abbia accettato l’indennità, e dunque, secondo ogni evidenza, a prescindere dalla mancata autorizzazione di cui all’articolo 28, la quale non può essere rilasciata proprio perché l’indennità non è stata accettata. A quale indennità fa riferimento il quinto comma ? A rigori, a quella “definitiva”, cioè a quella determinata in sede amministrativa di secondo grado dalla Commissione provinciale o dal Collegio dei tecnici, giacché è solo avverso la definitiva che è possibile chiedere una nuova determinazione dell’indennità in sede giurisdizionale, mediante il giudizio di opposizione (art. 54), né avrebbe senso in sede di svincolo della provvisoria far riserva di ricorrere in Corte d'Appello avverso una definitiva non ancora esistente. Pertanto, in questa prospettiva, l'indennità provvisoria non accettata non sarebbe svincolabile (non essendo possibile l’autorizzazione allo svincolo trattandosi di indennità “non definitiva” nel senso di non accettata o non divenuta inoppugnabile, né essendo applicabile il quinto comma), mentre l’indennità definitiva non accettata sarebbe svincolabile direttamente dalla Cassa dietro mera richiesta dell’espropriato facente riserva di chiedere la determinazione giudiziale, nonostante il mancato rilascio dell’autorizzazione. Vari sono gli inconvenienti di siffatta interpretazione: primo, l'indennità definitiva assorbe e ricomprende quella provvisoria (tanto che viene depositata solo l’eventuale differenza), pertanto non si comprende un diritto potestativo dell’espropriato allo svincolo della definitiva non accettata e non anche della provvisoria non accettata; secondo, se è vero che il tenore letterale del quinto comma sembra far riferimento alla definitiva, è altrettanto vero che l’articolo 26 è rubricato “pagamento o deposito dell’indennità provvisoria”, circostanza che induce a pensare ad un refuso nel quinto comma laddove sembra far riferimento alla definitiva; terzo, diventa irrilevante il mancato rilascio dell’autorizzazione di cui all'articolo 28, e assurda la necessità dell’autorizzazione stessa a carico dei soli accettanti, giacché la Cassa è tenuta a svincolare a prescindere da essa per i non accettanti “con riserva”. Ques’ultimo è il principale e inaccettabile inconveniente che dev’essere, ad avviso dello scrivente, scongiurato sopra tutto. Pertanto non ritengo ammissibili tutte le ipotesi che presuppongono una sovrapposizione totale o parziale delle sfere di applicazione dell’articolo 28 e dell’articolo 26 comma 5, come quella di ritenere applicabili alla sola indennità definitiva sia l’autorizzazione allo svincolo e sia la domanda “con riserva”, o quella di ritenere necessaria l’autorizzazione per lo svincolo sia dell’indennità definitiva che dell’indennità provvisoria (ancorché ciò sia coerente con la ratio del deposito di qualunque indennità non accettata, e consenta di evitare la illogica differenziazione tra indennità provvisoria e definitiva ai fini dello svincolo), indipendentemente dal ritenere applicabile il quinto comma alla sola definitiva, alla sola provvisoria o ad entrambe. Non esistono soluzioni interpretative – volte a contemperare il quinto comma dell’articolo 26 con l’articolo 28 – prive di inconvenienti sotto il profilo del rispetto del tenore letterale delle norme e/o del buon senso, ma mi sembra prioritario, come detto, salvaguardare il senso dell’autorizzazione, il che può avvenire solo mantenendo distinte le sfere di applicazione delle due norme. In questa prospettiva si potrebbe ritenere applicabile il quinto comma dell’articolo 26 solo alla provvisoria, e l’articolo 28 solo alla definitiva, forzando il tenore letterale del quinto comma alla luce della rubrica dell’articolo 26 e della sequenza logica e sistematica delle disposizioni della sezione prima del capo quinto del titolo secondo, in base alla quale l’articolo 26 potrebbe ragionevolmente ritenersi applicabile al pagamento della sola provvisoria, e l’articolo 28 al pagamento della sola definitiva. Questa interpretazione, pur poggiando su una poco comprensibile differenziazione tra provvisoria e definitiva ai fini dello svincolo, ha appunto, se non altro, il pregio di garantire efficacia all’autorizzazione, anche se la sua operatività viene circoscritta allo svincolo della sola indennità definitiva.

D.P.R. 327/2001
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