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ANNO XVII
ISSN 1971-9817
   
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Qual'è il termine per l'opposizione giudiziale alla stima dei tecnici ?


AUGUSTO MARINI: « In merito ad un occupazione di urgenza preordinata all'espropriazione relativa alla costruzione di una strada (l'autorità espropriante è un comune), in seguito alla non accettazione dell'indennità provvisoria si è proceduto ai sensi del dpr 327/01 alla nomina dei tecnici che hanno successivamente depositato la relazione di stima (la decisione del lodo risale al 15/11/2006); il valore venale è stato diviso per 2 e ridotto del 40%. Per coloro che non hanno accettato l'indennità definitiva la situazione attuale è la seguente: l'occupazione d'urgenza risale ad aprile 2004; dichiarazione di pubblica utilità risale ad aprile 2002; proroga di 2 anni della dichiarazione di p.u. che risale ad aprile 2007; pertanto il decreto di esproprio dovrebbe essere emanato entro aprile 2009. Allo stato attuale il Comune sta cominciando a depositare le indennità alla Cassa DD. e PP. e non ha intenzione di rideterminare le indennità secondo il valore venale ai sensi del nuovo disposto dell'art.37 violando palesemente una disposizione legislativa. Il Comune (facendo riferimento ad un misterioso parere dell'Avvocatura ) dice che i termini per fare ricorso sono scaduti in quanto a seguito della relazione di stima depositata dai tecnici ha provveduto alla comunicazione di cui all'art. 27 comma 1 anche se in realtà non ha mai provveduto a notificare la relazione di stima(alcuni potrebbero aver fatto una richiesta scritta per venir in possesso della relazione di stima). Altri legali sostengono che in mancanza di notifica della stima dopo un anno e 45 giorni dal deposito si decade dal diritto di proporre opposizione alla stima. Le chiedo pertanto un parere in merito alla possibilità di proporre opposizione alla stima dei tecnici premesso che ai sensi dell'art.54 dovrebbe essere eseguita entro trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio (che ancora non c'è) o dalla notifica della relazione di stima nel caso sia successiva al decreto di esproprio (come può essere una relazione di stima essere successiva ad un decreto di esproprio ? Si potrebbe riferire al caso di decreto di occupazione di urgenza ?). Fra l'altro non essendo abbonato ho avuto modo di vedere la sintesi della sentenza di cassazione sezione 1 civile n.12466 che sostanzialmente afferma che in mancanza di decreto di esproprio l'azione di determinazione dell'indennità è improcedibile....... Il comune è obbligato dal principio costituzionale di legalità dell'azione amministrativa ad adottare il nuovo disposto dell'art.37(ovvero valore venale) ? Un eventuale omissione comporterebbe responsabilità civili e penali del Dirigente suppongo...... La ringrazio anticipatamente »


PL – Le considerazioni che seguono si riferiscono alle procedure espropriative soggette al dPR 327/2001, giacché dal tenore del quesito si deduce che è stata data applicazione al suddetto dPR, e ci si esime pertanto dalla disamina di tale questione con riguardo alle procedure soggette al regime ante testo unico (cui si riferisce la sentenza citata nel quesito), ancorché rimanga da chiarire il motivo dell’applicazione del testo unico ad una procedura la cui originaria dichiarazione di pubblica utilità, pur successivamente prorogata, risale al 2002, alla luce del regime transitorio di cui all’art. 57. Ai sensi del comma 90 dell’art. 2 della legge 24 dicembre 2007 n. 244 il nuovo criterio indennitario si applica a tutti i procedimenti espropriativi in corso all'entrata in vigore della legge 244 (1° gennaio 2008), salvo che la determinazione dell’indennità di espropriazione risulti a tale data essere stata condivisa, ovvero accettata, o divenuta irrevocabile. Precludono pertanto l’applicazione del valore venale l’avvenuta accettazione o l’infruttuoso decorso del termine decadenziale per l’opposizione giudiziale in Corte d’Appello avverso la determinazione amministrativa “definitiva”, cioè quella pronunciata dalla Commissione provinciale o, come nella fattispecie, dal Collegio dei tecnici. Il termine per l’opposizione alla determinazione definitiva è disciplinato dall’articolo 54 del dPR 327/2001. Il primo comma dell’articolo 54 fissa il dies a quo (attenzione: non fissa anche il dies ad quem) del decorso del termine per l’impugnazione della stima alla scadenza dei trenta giorni dalla comunicazione prevista dall’articolo 27 comma 2 (che è la stessa di cui all’articolo 27 comma 1 e 20 comma 10), e cioè dalla comunicazione mediante raccomandata dell’avvenuto deposito della stima del collegio dei periti presso l’ufficio espropriazioni. Cioè, trascorsi trenta giorni dal ricevimento della raccomandata, l’interessato può agire in Corte d’Appello. Il secondo comma dello stesso articolo 54 fissa poi il dies ad quem del termine per l’azione giudiziale nel trentesimo giorno « dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se quest'ultima sia successiva al decreto di esproprio ». Pertanto, quello che si desume dal combinato disposto dei primi due commi dell’articolo 54, è la possibilità di opporsi in Corte d’Appello dopo il trentesimo giorno successivo alla comunicazione mediante raccomandata dell’avvenuto deposito della determinazione dell’indennità definitiva fino al trentesimo giorno dalla notifica del decreto di esproprio ovvero, se successiva, dalla notifica della determinazione dell'indennità definitiva. Sennonché: 1) nell’iter della procedura espropriativa non è prevista alcuna notifica della stima definitiva, ma solamente l’invio della raccomandata con cui si dà notizia dell’avvenuto deposito della stima ai sensi degli articoli 27.1 e 21.10; 2) se l’Amministrazione optasse per notificare direttamente la determinazione dell’indennità definitiva, diverrebbe inutile mandare anche la raccomandata con la comunicazione del deposito della medesima determinazione; ma se l’Amministrazione decidesse di ottemperare ad entrambi gli adempimenti, si verificherebbe un problema di coordinamento: procedendo infatti contestualmente sia alla comunicazione con raccomandata che alla notifica della stima, si otterrebbe – nell’ipotesi di decreto di esproprio già notificato – di far decorrere il termine di 30 giorni per proporre la domanda giudiziale ai sensi del secondo comma dell’articolo 54, la quale tuttavia sarebbe allo stesso tempo inibita dal primo comma dell’articolo 54; inoltre si creerebbe un illogico disallineamento con la possibilità di accettare l’indennità, che sussiste nei trenta giorni successivi al trentesimo giorno dalla comunicazione (comb. disp. artt. 21.10 e 21.12); 3) il decreto di esproprio non necessariamente segue la determinazione dell’indennità definitiva ma può anche precederla (artt. 20.14, 22, 26.11). Ora, se il decreto di esproprio viene notificato prima della determinazione dell’indennità definitiva, mi pare ragionevole ritenere che non si formi alcuna preclusione alla proposizione del giudizio di opposizione alla stima, la quale diviene possibile dopo la notifica dell’indennità definitiva (e non dopo la notifica del decreto di esproprio, non esistendo ancora, in quel momento, la stima cui opporsi); la eventuale assenza della comunicazione mediante raccomandata dell’avvenuto deposito è irrilevante, giacché in caso di notifica dell’indennità definitiva il termine inizia comunque a decorrere da questa. Sorge piuttosto il problema di stabilire se e quando possa essere esperita l’azione di opposizione nel caso in cui il decreto di esproprio sia stato notificato prima della determinazione dell’indennità definitiva, e l’autorità espropriante abbia successivamente omesso sia la raccomandata che la notifica dell’indennità definitiva. Nel caso di notifica della determinazione definitiva, e di successiva notifica del decreto di esproprio, il tenore del secondo comma dell’articolo 54 lascia intendere che il termine per l’opposizione si apra solo nei trenta giorni successivi alla notifica del decreto di esproprio (in linea con la giurisprudenza ante TU), assumendo rilevanza la notifica della stima solo se successiva alla notifica del decreto di esproprio. In effetti se dopo l'indennità definitiva non viene tempestivamente emesso il decreto di esproprio, il credito indennitario scompare per essere sostituito dal credito risarcitorio (in caso di trasformazione del bene). A maggior ragione se – come nella fattispecie descritta nel quesito – il decreto di esproprio viene notificato dopo la determinazione dell’indennità definitiva, in assenza di notifica di quest’ultima, e anche in assenza della raccomandata più volte citata, non vedo alcun ostacolo, secondo la piana lettura dell’art. 54.2 cit., a ritenere proponibile l’opposizione entro 30 giorni dalla notifica del decreto di esproprio, salvo – ovviamente – l’eventuale successivo, tardivo, espletamento della notifica della stima definitiva che avrebbe l’effetto di riaprire i termini giusta il secondo comma citato. Non vi è obbligo di rideterminare l’indennità a seguito dell’introduzione del nuovo criterio indennitario.

D.P.R. 327/2001
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45 46 47 48 49 50 51 52 bis
ter quater quinquies sexies
septies octies nonies 53 54 55
56 57 bis 58 59        

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