A quasi un quinquennio dal profondo restyling operato alla legge sul provvedimento amministrativo con la legge 15/2005, il presente contributo si propone innanzitutto di fornire un quadro degli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali sull'applicazione del secondo comma dell'art. 21-octies della legge 241/1990, per poi andare ad analizzare, sia pure in estrema sintesi, se e come tale innovazione abbia inciso sul procedimento espropriativo.
§ 1. Premessa: i precedenti giurisprudenziali e comparatistici; i problemi di legittimità costituzionale.
A quasi un quinquennio dal profondo restyling operato alla legge sul provvedimento amministrativo con la legge 15/2005, il presente contributo si propone innanzitutto di fornire un quadro degli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali sull'applicazione del secondo comma dell'art. 21-octies della legge 241/1990, per poi andare ad analizzare, sia pure in estrema sintesi, se e come tale innovazione abbia inciso sul procedimento espropriativo.
Uno dei tratti qualificanti della riforma del 2005 è stato infatti l'inserimento nella legge 241/1990 del Capo IV-bis, rubricato «Efficacia ed invalidità del provvedimento amministrativo. Revoca e recesso», all'interno del quale, tra l'altro .... [continua]
La capacità produttiva di un terreno agricolo, a parità di altri fattori ambientali, dipende dal suolo, dalla topografia e dal drenaggio. I parametri da considerare, per caratterizzare tali fattori, sono: per il suolo:la profondità, il contenuto in scheletro, la tessitura, la reazioni in ph, la salinità, la fertilità, la permeabilità, la erosione; per il drenaggio:la profondità, l'ampiezza di oscillazione e la composizione chimica della falda acquifera, la possibilità di inondazione per straripamento di corsi d'acqua e per pioggia, mancanza di deflusso delle acque stagnanti in superficie; per la topografia: la pendenza, la quota, l'esposizione, il rilievo e micro-rilievo, la copertura pietrosa e vegetale.
§ 6.0 Scheda strutturata per terreno agricolo
Si riporta uno schema di “scheda strutturata” finalizzata alla descrizione delle caratteristiche di un terreno agricolo [8] nonchè alle principali qualità di coltura.
Unitamente alle caratteristiche intrinseche è consigliabile inserire nella scheda le seguenti caratterizzazioni:
a) Capacità produttiva
La c .... [continua]
L'influenza della Corte europea è stata altrettanto determinante nella ricerca del parametro normativo,cui ancorare la stima dell'indennità di espropriazione:ravvisato senza sostanziali esitazioni dalla Corte di Cassazione nell'art.39 della legge generale 2359 del 1865,per il quale “la indennità dovuta all'espropriato consisterà nel giusto prezzo che a giudizio dei periti avrebbe avuto l'immobile in una libera contrattazione di compravendita”.
B) L’influenza della Corte europea è stata altrettanto determinante nella ricerca del parametro normativo,cui ancorare la stima dell’indennità di espropriazione:ravvisato senza sostanziali esitazioni dalla Corte di Cassazione nell’art.39 della legge generale 2359 del 1865,per il quale “la indennità dovuta all'espropriato consisterà nel giusto prezzo che a giudizio dei periti avrebbe avuto l'immobile in una libera contrattazione di compravendita”.
In realtà il ripristino tecnico di questo criterio non si presentava così facile come era accaduto dopo la nota sentenza 223 del 1983 della Corte Costituzionale,quanto meno perché è stato abrogato esplicitamente dall’art.58 del T.U. delle espropriazioni per p.i.;e perché in realtà la sentenza 348, a differenza della coeva sentenza 349 sulla occupazione espropriativa,non aveva offerto criteri idonei alla formulazione di un pa .... [continua]
Da un recente nuovo orientamento assunto, per così dire in combinato disposto, da due pronunce del Tar Lazio si ricava da un lato (sent. 162/2009), che una amministrazione espropriante può divenire proprietaria del bene solo nei modi classico-formali (con il decreto d'esproprio o la cessione volontaria) oppure, quale “legale via d'uscita” nei casi di espropriazione illegittima per mancanza degli atti predetti, mediante l'atto di acquisizione ex art. 43 D.P.R. 327/2001 e s.m.i., nuovo testo unico espropri. O in un modo o nell'altro, in quanto “tertium non datur” (così il primo giudice) e perciò, in tale prospettazione , senza possibilità di esperire l'usucapione.
Da un recente nuovo orientamento assunto, per così dire in combinato disposto, da due pronunce del Tar Lazio[1] si ricava da un lato (sent. 162/2009), che una amministrazione espropriante può divenire proprietaria del bene solo nei modi classico-formali (con il decreto d’esproprio o la cessione volontaria) oppure, quale “legale via d’uscita” nei casi di espropriazione illegittima per mancanza degli atti predetti, mediante l’atto di acquisizione ex art. 43 D.P.R. 327/2001 e s.m.i., nuovo testo unico espropri. O in un modo o nell’altro, in quanto “tertium non datur” (così il primo giudice) e perciò, in tale prospettazione , senza possibilità di esperire l’usucapione.
Dall’altro lato, il secondo giudice (sent. 9557/2009) ammette la possibilità dell’usucapione, anche nell’espropriazione, ma afferma- per le ragioni in appresso indicate- che il termine neces .... [continua]
E' necessario considerare le caratteristiche dell'unità immobiliare e procedere alla standardizzazione qualitativa con riferimento a: tagli, ostato conservativo, qualità delle finiture, dotazione impianti, dotazione di parcheggi esclusivi dell'unità immobiliare, affaccio, panoramicità, luminosità, qualità distributiva e funzionalità ambienti.
§ 3.1.3 Caratteristiche intrinseche dell’unità immobiliare di tipo abitativo
E’ necessario considerare le caratteristiche dell’unità immobiliare e procedere alla standardizzazione qualitativa con riferimento a:
- taglio
- stato conservativo
- qualità delle finiture
- dotazione impianti
- dotazione di parcheggi esclusivi dell’unità immobiliare
- affaccio
- panoramicità
- luminosità
- qualità distributiva e funzionalità ambienti:
TAGLIO
Per la individuazione del taglio di un appartamento si identificano le seguenti class .... [continua]
E proprio con riferimento a detti pregiudizi,fra i quali la CEDU include pacificamente anche il danno morale,una recente decisione della Corte ha compreso il danno ambientale (provocato al fondo residuo), rappresentato dal “vulnus all'ambiente,avente carattere unitario ed immateriale,e comprendente il pregiudizio patrimoniale arrecato ai singoli beni che compongono lo stato dei luoghi,appartenenti ad enti pubblici ed a privati:pregiudizio da inquadrare nella categoria dei c.d. danni-conseguenza”.
F) E proprio con riferimento a detti pregiudizi,fra i quali la CEDU include pacificamente anche il danno morale,una recente decisione della Corte ha compreso il danno ambientale (provocato al fondo residuo), rappresentato dal “vulnus all’ambiente,avente carattere unitario ed immateriale,e comprendente il pregiudizio patrimoniale arrecato ai singoli beni che compongono lo stato dei luoghi,appartenenti ad enti pubblici ed a privati:pregiudizio da inquadrare nella categoria dei c.d. danni-conseguenza” (Cass.10588/2009).
Non vi sarà,pertanto, da stupirsi se in questa categoria di occupazioni finirà per essere introdotto anche il risarcimento del danno morale,con adeguamento completo alla giurisprudenza della Corte europea.
G) Per queste ragioni la Suprema Corte ha continuato a respingere decisamente (Cass.sez.un. 26732/2007;2746/2008;20543/2008) il tentativo della prevalente giurisprudenza amministrativa di estendere la discip .... [continua]
Le caratteristiche possono essere in definitiva sintetizzate, per ciascun segmento immobiliare, con opportune schede standardizzate che debbono contenere un'aggregazione di informazioni, anche qualitative, riguardanti le caratteristiche estrinseche, del fabbricato e dell'unità immobiliare e debbono rappresentare un tabulato sul quale il professionista raccoglie mediante il sopralluogo, in modo strutturato e completo, i dati tecnici ed economici dell'unità immobiliare in valutazione.
§ 2.1 Le schede strutturate delle caratteristiche
Le caratteristiche possono essere in definitiva sintetizzate, per ciascun segmento immobiliare, con opportune schede standardizzate che debbono contenere un’aggregazione di informazioni, anche qualitative, riguardanti le caratteristiche estrinseche, del fabbricato e dell’unità immobiliare e debbono rappresentare un tabulato sul quale il professionista raccoglie mediante il sopralluogo, in modo strutturato e completo, i dati tecnici ed economici dell’unità immobiliare in valutazione.
Possono quindi essere “costruite” schede strutturate, per ogni segmento immobiliare, tali che consentano di avere una visione schematica ma esaustiva delle caratteristiche e personalizzare un giudizio sulla qualità del microintorno, dell’edificio, dell&rsq .... [continua]
Prima di raccontarvi come la semplice lettura dell'ordinanza n. 9001/09 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione mi abbia ampiamente rincuorato sul fatto di non essermi, affatto, perso un così importante revirement giurisprudenziale, occorre fare un passo indietro e sintetizzare le posizioni, da un lato, della giurisprudenza amministrativa (capeggiata dalla IV Sezione del Consiglio di Stato) e, dall'altro, della Corte di Cassazione in tema di retroattività, o meno, dell'art. 43 del D.P.R. n. 327/01.
§ La sentenza CDS 5523/09
Scrivo queste brevi note dopo avere letto la recentissima sentenza n. 5523/09 della IV Sezione del Consiglio di Stato.
Devo confessare che, a seguito della prima lettura della predetta decisione, sono stato colto da un iniziale sconforto, avendo dovuto constatare, mio malgrado, di non essermi accorto che la Corte di Cassazione (o meglio le Sezioni Unite!) avevano cambiato idea in ordine ad una delle più dibattute questioni nel panorama espropriativo ovvero quella della retroattività, o meno, dell’art. 43 del T.U. espropri che, come ampiamente noto, ha sancito la scomparsa dal nostro ordinamento giuridico della figura, di creazione giurisprudenziale, della c.d. occupazione acquisitiva , per lasciare il posto al c.d. atto di acquisizione coattiva sanante.
Il passo della sentenza, cui mi riferis .... [continua]
Dopo le note sentenze 348 e 349 del 2007 della Corte Costituzionale,alcuni studiosi,ottenuta l'eliminazione dei criteri riduttivi di calcolo degli indennizzi espropriativi (intesi in senso lato) relativi alle aree con destinazione edificatoria,hanno considerato appianato o definitivamente risolto ogni problema nella materia,per la quale si è quindi notevolmente attenuata ogni loro attenzione.
Dopo le note sentenze 348 e 349 del 2007 della Corte Costituzionale,alcuni studiosi,ottenuta l’eliminazione dei criteri riduttivi di calcolo degli indennizzi espropriativi (intesi in senso lato) relativi alle aree con destinazione edificatoria,hanno considerato appianato o definitivamente risolto ogni problema nella materia,per la quale si è quindi notevolmente attenuata ogni loro attenzione;mentre altri, interessati soprattutto alla mortificazione dell’occupazione espropriativa,più volte frettolosamente data per espunta dall’ordinamento,non hanno nascosto la delusione per la inaspettata rinascita dell’istituto,addirittura avallato ora dall’art.2,comma 89°,lett.e] della legge 244 del 2007;e soprattutto per il definitivo tramonto dell’ultima arma invocata per conseguire questo obbiettivo, costituita dalla invocata disapplicazione diretta da parte del giudice, delle norme (e degli istituti) del nostro ordinamento laddove ritenuti in c .... [continua]
Il proprietario, il promotore dell'espropriazione ovvero chiunque ne abbia interesse possono impugnare in corte d'appello non solo la stima del collegio, ma anche il procedimento di nomina, la liquidazione delle spese, le modalità di determinazione dell'indennità e comunque le operazioni peritali (21.9, 54).
Il proprietario, il promotore dell’espropriazione ovvero chiunque ne abbia interesse possono impugnare in corte d’appello non solo la stima del collegio, ma anche il procedimento di nomina, la liquidazione delle spese, le modalità di determinazione dell’indennità e comunque le operazioni peritali (21.9, 54). In base all’art. 54.1 il termine per l’impugnazione comincia a decorrere dopo i trenta giorni dalla comunicazione prevista dall’art. 27.2, la quale altro non è che la comunicazione del deposito della relazione di cui all’art. 21.10.
In sintesi, rimandando a quanto sopra esposto in ordine alle problematiche di coordinamento e alle possibili soluzioni:
- l’Autorità espropriante riceve la determinazione dell’indennità definitiva ad opera del collegio dei tecnici o della Commissione provinciale e ne dà comunicazione all’espropriato (o espropriando) (27.1) con l& .... [continua]
Le schede strutturate delle caratteristiche estrinseche ed intrinseche di un immobile rappresentano non solo un elemento di trasparenza e di qualità nell'ambito dell'elaborato estimale, ma costituiscono condizione imprescindibile per costruire la scala dei prezzi necessaria alla determinazione del valore unitario da attribuire al bene da stimare.
Le schede strutturate delle caratteristiche estrinseche ed intrinseche di un immobile rappresentano non solo un elemento di trasparenza e di qualità nell’ambito dell’elaborato estimale, ma costituiscono condizione imprescindibile per costruire la scala dei prezzi necessaria alla determinazione del valore unitario da attribuire al bene da stimare.
Il presente contributo propone, per ciascun segmento immobiliare, alcune schede tipo e la misurabilità qualitativa delle caratteristiche individuate.
§ 1. Premessa: articolazione del processo di valutazione
La formulazione del giudizio di valore si svolge, come è noto, in distinti momenti che sono rappresentati dall’individuazione del tipo economico da stimare, dalla scelta di uno o più procedimenti idonei a ricostruire il tipo .... [continua]
La tematica ad oggetto la natura giuridica dell'atto di cessione ha coinvolto anche il rapporto con gli accordi procedimentali introdotti nel nostro ordinamento dall'art. 11 L 241/1990.
La tematica ad oggetto la natura giuridica dell’atto di cessione ha coinvolto anche il rapporto con gli accordi procedimentali introdotti nel nostro ordinamento dall’art. 11 L 241/1990.
Il collegamento era inevitabile, anche in considerazione della funzione attribuita dal legislatore e dall’elaborazione giurisprudenziale all’atto di cessione, da sempre individuata nell’intento deflativo del contenzioso, come del resto sottolineato dalla stessa Adunanza Generale del Consiglio di Stato nel parere n. 4/2001 (§ 31), nonché nel perseguimento delle esigenze di speditezza ed efficienza dell’azione amministrativa nella fase di acquisizione delle aree per ragioni di pubblica utilità, a sua volta collegate ai principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità dell’Amministrazione (art. 97 COST). Si tratta delle stesse finalità assegnate all’istituto della partecipazione procedimentale che trov .... [continua]
La reintroduzione, peraltro non ben coordinata, dell'istituto della occupazione in un corpo normativo, quello appunto dell'originario DPR 327/2001, che al contrario faceva proprio un sistema in cui la realizzazione dell'opera pubblica presuppone l'esproprio dei beni a ciò funzionali, si riflette, come si può immaginare, con alterazione rispetto alla ratio originaria, su altri istituti, tra i quali la acquisizione sanante di patologie conseguenti ad occupazioni illegittime ab origine o divenute tali (43).
La reintroduzione, peraltro non ben coordinata, dell’istituto della occupazione in un corpo normativo, quello appunto dell’originario DPR 327/2001, che al contrario faceva proprio un sistema in cui la realizzazione dell’opera pubblica presuppone l’esproprio dei beni a ciò funzionali, si riflette, come si può immaginare, con alterazione rispetto alla ratio originaria, su altri istituti, tra i quali la acquisizione sanante di patologie conseguenti ad occupazioni illegittime ab origine o divenute tali (43).
Se, infatti, da una parte il ricorso all’istituto dovrebbe essere circoscritto ad ipotesi eccezionali, sulla base del disposto del comma 1 dell’art. 22 bis, è pur anche vero che le ipotesi previste dal comma 2 consentono di supporre un ricorso sistematico all’istituto, nel caso ad esempio di opere lineari, in cui probabile è il verificarsi del requisito del numero di destinatari superiore a 50. .... [continua]
La modalità più diffusa di formalizzazione dell'accordo di cessione volontaria consiste in una proposta indennitaria e nella successiva accettazione da parte del proprietario mediante istanza di cessione bonaria, o volontaria del bene (a cui talora fa seguito una ulteriore presa d'atto dell'ente), ma spesso consiste anche in verbali o atti a firma congiunta di varia fattura.
§ L’accordo di cessione e l’atto di cessione
L’efficacia solo impegnativa o immediatamente traslativa dell’accordo di cessione volontaria conseguente all’accettazione dell’indennità provvisoria è stata oggetto nel corso dei decenni di innumerevoli equivoci (forieri di gravi conseguenze per gli enti che si sono illusi di aver chiuso la procedura con il solo accordo di cessione), che il TU non ha dissipato: basti pensare al comma 3 dell’articolo 45 ove si afferma testualmente che l’accordo di cessione (e non già l’atto di cessione, al quale invece fanno riferimento il primo comma del medesimo articolo e altre norme come l’articolo 20.9) produce gli effetti del decreto di esproprio.
In realtà pare opportuno non farne una questione nominalistica ma di sostanza, andando a verificare di cas .... [continua]
La costruzione del sistema informativo territoriale (SIT-OMI) ha trovato le sue premesse nel lavoro di perimetrazione delle zone Omi e nell'allineamento al grafo stradale della cartografia catastale tramite la procedura Wegis OMI supportata da GEOPOI.
§ 3. PARTE TERZA: la consultazione
§ 3.1 La consultazione in formato alfanumerico
Nelle schermate seguenti, a titolo esemplificativo, vengono riportati i risultati di una interrogazione effettuata sulla banca dati delle quotazioni. Vediamo in particolare come si procede.
Quesito: supponiamo di voler conoscere le quotazioni immobiliari relative alla destinazione residenziale del Comune di Catania di un immobile in normale stato di conservazione sito in via Piave.
Dopo essersi collegato al sito internet dell’Agenzia del territorio, seguire il seguente percorso (vedi figura seguente):
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Il contenuto del decreto di esproprio di cui all'art. 22 va individuato sulla base delle disposizioni di cui allo stesso articolo nonché del successivo art. 23, negli elementi di seguito indicati.
§ Il contenuto del decreto di esproprio
Il contenuto del decreto di esproprio di cui all’art. 22 va individuato sulla base delle disposizioni di cui allo stesso articolo nonché del successivo art. 23, negli elementi di seguito indicati:
— invito al proprietario a comunicare nei trenta giorni successivi all’immissione in possesso l’eventuale condivisione dell’indennità (22.1).
Quest’elemento del contenuto del decreto di esproprio attiene al profilo indennitario del provvedimento e rappresenta il raccordo con la successiva fase, consistente nella liquidazione o deposito quali possibili esiti della notifica dell’indennità determinata.
L’invito è, infatti, funzionale a conoscere l’intendimento del destinatario del provvedimento; nel caso di accettazione l’Autorità e .... [continua]
E' stata pubblicata la legge regionale del Veneto n. 5 del 19 marzo 2009 (BURV 17 marzo 2009 n. 23) per il conferimento di funzioni e compiti amministrativi agli enti locali in materia di autorizzazione dei gasdotti di interesse non nazionale, disciplinando a livello regionale l'applicazione delle integrazioni introdotte al T.U. sulle espropriazioni dal decreto legislativo n. 330 del 27 dicembre 2004 per la realizzazione di infrastrutture lineari energetiche.
E’ stata pubblicata la legge regionale del Veneto n. 5 del 19 marzo 2009 (BURV 17 marzo 2009 n. 23) per il conferimento di funzioni e compiti amministrativi agli enti locali in materia di autorizzazione dei gasdotti di interesse non nazionale, disciplinando a livello regionale l’applicazione delle integrazioni introdotte al T.U. sulle espropriazioni dal decreto legislativo n. 330 del 27 dicembre 2004 per la realizzazione di infrastrutture lineari energetiche.
Con questo intervento legislativo anche il Veneto si allinea alla totalità delle altre Regioni italiane nella applicazione di tale normativa statale. Allineamento che non significa solo avervi provveduto, anche se a distanza di quattro anni, ma soprattutto aver eliminato una interpretazione applicativa che vedeva il Veneto dissonante rispetto alle altre Regioni in tema di competenza per l’autorizzazione di gasdotti di interesse locale.
Per spiegare tale differenza interpreta .... [continua]
Il Consiglio di Stato (6239/2004) ha avuto modo di affermare che qualora i termini per il completamento della procedura siano scaduti senza il trasferimento della proprietà, e vi sia stata l'irreversibile trasformazione del bene, la dichiarazione di “non avere null'altro a pretendere a qualsiasi titolo”, e simili, contenuta nell'accordo sull'indennità, impedisce ai proprietari di far valere future pretese risarcitorie qualora sia effettuata nel contesto di un accordo di natura transattiva (in presenza cioè di res controversa e res dubia), o contestualmente al pagamento dell'indennità.
Gli atti di cessione contengono generalmente clausole e quietanze satisfattive e rinunziative, di cui è opportuno approfondire la portata.
Il Consiglio di Stato (6239/2004) ha avuto modo di affermare che qualora i termini per il completamento della procedura siano scaduti senza il trasferimento della proprietà, e vi sia stata l’irreversibile trasformazione del bene, la dichiarazione di “non avere null’altro a pretendere a qualsiasi titolo”, e simili, contenuta nell’accordo sull’indennità, impedisce ai proprietari di far valere future pretese risarcitorie qualora sia effettuata nel contesto di un accordo di natura transattiva (in presenza cioè di res controversa e res dubia), o contestualmente al pagamento dell’indennità.
Il ragionamento del Consiglio di Stato trae le mosse dall’orientamento costante della Suprema Corte (CASS 19673/2006, 6968/2002, 12704/2 .... [continua]
Le convenzioni utilizzate per il calcolo delle superfici commerciali sono spesso diversificate nel territorio secondo consuetudini locali, lasciando così margini interpretativi e spazi di incertezza che danneggiano l'omogeneità dei dati, basilare per qualsiasi comparazione e/o aggregazione
§ 2.12 Il calcolo della superficie
Le convenzioni utilizzate per il calcolo delle superfici commerciali sono spesso diversificate nel territorio secondo consuetudini locali, lasciando così margini interpretativi e spazi di incertezza che danneggiano l’omogeneità dei dati, basilare per qualsiasi comparazione e/o aggregazione
La Direzione OMI ha codificato i criteri di misurazione e di calcolo della superficie delle destinazioni immobiliari presenti nella banca dati dell’osservatorio del mercato immobiliare, affinchè i dati economici in essa contenuti, possano costituire su tutto il territorio nazionale elemento di uniformità e di trasparenza .
L’Osservatorio del Mercato Immobiliare recepisce quindi le regole di standardizzazione delle superfici contenute nel D.P.R. 138/98, colmando alcuni &ldqu .... [continua]
Elemento comune del decreto di esproprio (22) e del decreto di occupazione d'urgenza (22 bis) è la determinazione della indennità di espropriazione. La determinazione provvisoria della indennità dovrà essere effettuata secondo i criteri di cui agli artt. 32 e segg. del DPR 327/2001. Le procedure accelerate non consentono, infatti, alcuna deviazione rispetto ai criteri di quantificazione ivi previsti.
Elemento comune del decreto di esproprio (22) e del decreto di occupazione d’urgenza (22 bis) è la determinazione della indennità di espropriazione.
La determinazione provvisoria della indennità dovrà essere effettuata secondo i criteri di cui agli artt. 32 e segg. del DPR 327/2001. Le procedure accelerate non consentono, infatti, alcuna deviazione rispetto ai criteri di quantificazione ivi previsti.
La peculiarità della procedura in esame consiste semmai, come già in precedenza evidenziato, nella deroga all’iter procedimentale ordinario di determinazione della indennità, con particolare riferimento ai momenti di contraddittorio previsti dall’art. 20.1 e 20.2.
Ulteriore precisazione delle norme in esame è che tale determinazione deve essere effettuata «senza particolari indagini e formalità». La norma esonera l’Autorità procedente da .... [continua]