Gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti, ad esclusione dei diritti reali di garanzia, devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre all'identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, sulla base delle disposizioni vigenti in materia catastale.
§ La necessità dell'identificazione catastale prima del DL 78/2010
Com'è noto, l'oggetto del contratto in generale, ivi compreso il contratto di compravendita, deve essere determinato o determinabile a pena di nullità (artt. 1346, 1418 cc).
Ora, l'efficacia traslativa di un atto di compravendita di un bene immobile, non richiede né la forma pubblica o la scrittura privata autenticata, essendo sufficiente la forma scritta, né l'identificazione catastale del bene, essendo sufficiente una precisa e inequivoca individuazione materiale del bene al fine di configurare il succitato requisito di determinatezza dell'oggetto (tant'è che la giurisprudenza ha costantemente ritenuto valide compravendite di terreni da staccarsi da una estensione maggiore purché nel contratto risultino determinate tanto la magg .... [continua]
Come si è visto, l'indagine catastale si limita a fornire i dati di un immobile, l'ubicazione geografica - che emerge dagli elaborati grafici - e, in un modo che si è detto indiziario, i titolari di diritti reali sul bene, nonché eventualmente i relativi titoli di acquisto.
§ L'indagine presso i registri immobiliari: profili generali
Come si è visto, l'indagine catastale si limita a fornire i dati di un immobile, l'ubicazione geografica - che emerge dagli elaborati grafici – e, in un modo che si è detto latamente indiziario, i titolari di diritti reali sul bene, nonché eventualmente i relativi titoli di acquisto.
La veridicità dell'assetto proprietario risultante dalla visura catastale deve però essere vagliata altrove e segnatamente in Conservatoria. Diversamente dal Catasto, quest'ultimo ufficio svolge appunto la funzione di rendere pubbliche le vicende che interessano la proprietà degli immobili. Da ciò discende un'efficacia dimostrativa maggiore - benché, come si dirà, non probatoria in modo assoluto - rispetto alla doc .... [continua]
Parole chiave: espropriazione, area edificabile, collegio tecnico art. 21
§ Premessa
L’area oggetto di stima costituisce una porzione della particella n. 956 del foglio n….. del Comune di …... Di questa particella, proprietà del Sig. XXX, sono in particolare 860 mq, sui complessivi 1800 mq, quelli soggetti ad esproprio.
La procedura espropriativa ha avuto inizio con l’atto (Decreto Dirigenziale n. … dell’……/2001) che ha reso esecutivo il Piano per l’Edilizia Economica e Popolare nel quale è compresa l’area in esame. Nel rispetto delle norme allora vigenti, ed in particolare a seguito del riconoscimento della pubblica utilità delle opere da realizzare e della loro indifferibilità ed urgenza, su istanza del promotore e beneficiario dell’esproprio – Cooperativa Edilizia …… a.r.l. – , fu emanato il Decreto .... [continua]
Un tema di estrema rilevanza pratica è quello delle strade vicinali, poco studiato dalla dottrina recente, ma oggetto di particolare attenzione da parte della giurisprudenza. Il presente contributo si propone di fare un breve riepilogo degli indirizzi della magistratura amministrativa e ordinaria, che sul punto sembrano ormai essersi sufficientemente consolidati.
§ 1. Premessa; nozioni generali.
Un tema di estrema rilevanza pratica è quello delle strade vicinali, poco studiato dalla dottrina recente, ma oggetto di particolare attenzione da parte della giurisprudenza. Il presente contributo si propone di fare un breve riepilogo degli indirizzi della magistratura amministrativa e ordinaria, che sul punto sembrano ormai essersi sufficientemente consolidati.
Per arrivare a descrivere il regime normativo applicabile alle strade, si deve partire col ricordare che ai sensi dell'art. 822 c.c., le strade fanno parte del c.d. demanio eventuale, ossia di quei beni che, pur non dovendo necessariamente appartenere allo Stato come i beni del c.d. demanio necessario, se vi appartengono sono assoggettati al regime dei beni demaniali.
Le strade poi, a seconda dell'ente a cui appartengono, potranno e .... [continua]
La prova della piena e libera proprietà di un bene immobile ha una grande rilevanza, riguardando la sua commerciabilità.
Proprio per tale ragione, il compimento di verifiche ipocatastali, come mezzo di reperimento di tale prova nel contesto dell'attività preparatoria degli atti traslativi, è intimamente correlato alla funzione del notaio, diretta «non soltanto ad attribuire fede privilegiata ai documenti dallo stesso ricevuti o autenticati, conferendo loro forza probatoria, ma soprattutto a realizzare concretamente le finalità economico-sociali perseguite dalle parti, garantendo serietà e certezza nei traffici giuridici»
§ Il quadro normativo
La prova della piena e libera proprietà di un bene immobile ha una grande rilevanza, riguardando la sua commerciabilità.
Proprio per tale ragione, il compimento di verifiche ipocatastali, come mezzo di reperimento di tale prova nel contesto dell’attività preparatoria degli atti traslativi, è intimamente correlato alla funzione del notaio, diretta «non soltanto ad attribuire fede privilegiata ai documenti dallo stesso ricevuti o autenticati, conferendo loro forza probatoria, ma soprattutto a realizzare concretamente le finalità economico-sociali perseguite dalle parti, garantendo serietà e certezza nei traffici giuridici» [1].
Per quanto strano possa sembrare, attesa l’importanza delle verifiche suddette, e diversamente da quanto .... [continua]
La pubblicazione della sentenza 4 febbraio 2010 n. 1523 del T.A.R. Roma ha dato nuova linfa alla questione già molto dibattuta - e della quale ci si era già occupati, anche se solo incidentalmente - relativa alla compatibilità tra strumenti urbanistici perequativi e principio di legalità.
§ 1. Premessa
La pubblicazione della sentenza 4 febbraio 2010 n. 1523 del T.A.R. Roma ha dato nuova linfa alla questione già molto dibattuta - e della quale ci si era già occupati [1], anche se solo incidentalmente - relativa alla compatibilità tra strumenti urbanistici perequativi e principio di legalità.
Ed invero, l'annullamento parziale delle N.T.A. del nuovo P.R.G. del Comune di Roma, motivato dalla carenza di una sufficiente base normativa che ne legittimasse i capisaldi perequativi, ha destato un certo stupore tra i commentatori, inducendo la dottrina di tutta Italia ad interrogarsi in merito alla sufficienza delle varie previsioni normative regionali [2].
Elaborazioni di questo tipo, tuttavia, sono necessariamente destinate a scontrarsi con l'eterogeneità dei sistemi urbanistici ital .... [continua]
Spessissimo accade di trovarsi dinanzi a situazioni, che si protraggono e trascinano nel tempo, di beni immobili utilizzati dalla collettività ma non di proprietà della pubblica amministrazione, per i quali si crea un indubbio “imbarazzo” e da parte della formale proprietà e da parte della PA stessa.
§ II. Le situazioni alternative agli espropri.
Spessissimo accade di trovarsi dinanzi a situazioni, che si protraggono e trascinano nel tempo, di beni immobili utilizzati dalla collettività ma non di proprietà della pubblica amministrazione, per i quali si crea un indubbio “imbarazzo” e da parte della formale proprietà e da parte della PA stessa.
Sono situazioni ibride, magari collegate a pregressi espropri avviati, ma mai conclusi, per i quali occorre una definizione concreta dalla parte pubblica.
L’esigenza è davvero avvertita nelle realtà territoriali, nelle quali, a diversi livelli, si assiste a fenomeni particolari, addirittura ad espropri iniziati per acquisire la titolarità formale di un bene, finanche con indennità pagate ai vecchi proprietari, ma non concl .... [continua]
Nella procedura dell'espropriazione per pubblica utilità, numerose sono le tornate di notifiche a mezzo di ufficiale giudiziario o nelle forme degli atti processuali civili, e, di conseguenza, le Autorità esproprianti rivestono con grande frequenza il ruolo di soggetti richiedenti le notifiche presso i soggetti notificatori. La casistica che le Autorità esproprianti italiane incontrano, in centinaia di migliaia di notifiche all'anno, è la più varia, e problematiche emergono di continuo con riguardo ai destinatari irreperibili, sconosciuti, deceduti, ecc..
§ Premessa
Nelle espropriazioni per pubblica utilità occorre fare ripetutamente i conti con le notifiche, in quanto il T.U. n. 327/2001 talora impone e altre volte consente che gli atti vengano notificati a mezzo di ufficiale giudiziario o nelle forme degli atti processuali civili, ossia secondo le norme del codice di procedura civile (cfr. artt. 15.2, 20.1 e 4, 21.2, 22.4, 23.1.g, 43.2.d, 49.2, 50.2 T.U. n. 327/2001). Di conseguenza, le Autorità esproprianti rivestono con grande frequenza il ruolo di soggetti richiedenti le notifiche.
Le problematiche che le Autorità esproprianti italiane incontrano, in molte decine di migliaia di notifiche all’anno, sono le più varie, specie con riguardo ai destinatari irreperibili, sconosciuti, deceduti, etc..
Tratteremo .... [continua]
I principi affermati dalla Grande Camera, in effetti, meritano particolare considerazione, non solo perché confermano la volontà del giudice europeo di continuare un dialogo con il giudice nazionale , ma anche perché impongono di individuare con precisione i confini di questo obbligo di conformazione che la Corte europea proclama.
§ 5. I temi ancora aperti innanzi al giudice nazionale
Ma la vicenda qui esaminata apre, in realtà, un nuovo fronte sul quale soffermarsi.
I principi affermati dalla Grande Camera, in effetti, meritano particolare considerazione, non solo perché confermano la volontà del giudice europeo di continuare un dialogo con il giudice nazionale [2], ma anche perché impongono di individuare con precisione i confini di questo obbligo di conformazione che la Corte europea proclama.
Anzitutto, sarà compito del giudice nazionale valutare la portata dei principi espressi in tema di perdita di chance.
Occorrerà infatti comprendere se la Corte ha inteso aprire la possibilità ad ulteriori voci di danno rispetto a quelle rappresentate dal .... [continua]
Con il presente contributo vogliamo offrire al lettore un quadro generale delle modalità di acquisizione di beni immobili dalla pubblica amministrazione, partendo dall'analisi dello strumento principe dell'espropriazione per pubblica utilità, per poi passare allo studio delle modalità alternative dirette all'acquisto del diritto di proprietà di determinati immobili ovvero al loro semplice utilizzo dalla mano pubblica, ferma restandone la proprietà altrui.
Con il presente contributo vogliamo offrire al lettore un quadro generale delle modalità di acquisizione di beni immobili dalla pubblica amministrazione, partendo dall’analisi dello strumento principe dell’espropriazione per pubblica utilità, per poi passare allo studio delle modalità alternative dirette all’acquisto del diritto di proprietà di determinati immobili ovvero al loro semplice utilizzo dalla mano pubblica, ferma restandone la proprietà altrui.
§ L’espropriazione per pubblica utilità: cenni.
Tradizionale modo di acquisizione di immobili e/o diritti relativi agli immobili, occorrenti per la realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità, è l’espropriazione, nel nostro ordinamento conosciuta sin dal 1865 ed oggi totalmente discip .... [continua]
La questione qui affrontata riguarda lo status e il regime patrimoniale del suolo su cui stazionano o scorrono acque pubbliche, al fine di stabilire se occorra un formale titolo di acquisto, come l'usucapione o l'espropriazione, per trasferire tale terreno alla mano pubblica, o se esso debba intendersi ex se - per il semplice fatto di essere invaso da acque pubbliche - consustanziale al demanio idrico.
§ Premessa
I beni demaniali appartengono a «due categorie di oggetti strutturalmente differenziate: alcune categorie di cose sono infatti assunte dalla legge in riferimento a loro caratteri esclusivamente naturali o comunque oggettuali che sono identificabili in concreto mediante il mero accertamento della realtà, e che non abbisognano di una specifica determinazione dell’autorità amministrativa (...). Altre categorie di beni, viceversa, si presentano siccome individuati dall’autorità amministrativa, come mezzo per l’esercizio e di funzioni pubbliche che all’autorità stessa sono attribuite (...). Tali beni, per essere individuati come beni pubblici (e dunque essere sottoposti alla relativa disciplina) debbono essere destinati dall’autorità amministrativa competente .... [continua]
La vicenda approdava alla Grande Camera che, adita dai ricorrenti il 30 ottobre 2008 ai sensi dell'art.43 della Convenzione, decideva di esaminare la vicenda in data 26 gennaio 2009.
§ 3. La sentenza della Grande Camera del 22 dicembre 2009.
La vicenda approdava alla Grande Camera che, adita dai ricorrenti il 30 ottobre 2008 ai sensi dell’art.43 della Convenzione, decideva di esaminare la vicenda in data 26 gennaio 2009.
La Grande Camera, secondo i ricorrenti avrebbe avuto a disposizione tre diverse opzioni.Da un lato confermare la giurisprudenza della Corte nei casi italiani, in particolare la sentenza Scordino c/Italia (n. 3) ((equa soddisfazione), n. 43662/98, CEDU 2007-III) che meglio di ogni altra era in grado di esprimere il concetto di integrale riparazione del pregiudizio sofferto dal proprietario colpito da un atto che non poteva in alcun modo classificarsi come espropriazione legittima.
In alternativa, la Corte avrebbe potuto condannare lo Stato italiano a restituire i terreni e al tempo stess .... [continua]
Dopo aver delineato i tratti fondamentali della disciplina del secondo comma dell'art. 21-octies, ci si deve chiedere quale sia stato l'impatto di tale disposizione sulla procedura espropriativa, nella quale il legislatore ha voluto garantire l'effettiva partecipazione dialettica dei privati nella formazione, in contraddittorio, della volontà definitiva della P.A., in modo tale da garantire il loro diritto di proprietà.
§ 5. Art. 21-octies e giusto procedimento nella procedura espropriativa.
Dopo aver delineato i tratti fondamentali della disciplina del secondo comma dell'art. 21-octies, ci si deve chiedere quale sia stato l'impatto di tale disposizione sulla procedura espropriativa, nella quale il legislatore ha voluto garantire l'effettiva partecipazione dialettica dei privati nella formazione, in contraddittorio, della volontà definitiva della P.A., in modo tale da garantire il loro diritto di proprietà.
Espressione di tali garanzie partecipative è innanzitutto l'art. 11 T.U. che prevede l'obbligo di avvisare dell'avvio del procedimento di imposizione del vincolo espropriativo il proprietario del bene sul quale detto vincolo viene ad essere posto, precisando che tale garanzia si somma, ma non si sostituisce, agli ist .... [continua]
Il vuoto di pianificazione che si determina in conseguenza della decadenza dei vincoli espropriativi crea incertezze sul regime edilizio applicabile alle cd. “aree bianche” allorché si debba determinare l'indennizzo o il risarcimento del danno per la loro abusiva occupazione. La sentenza in commento ritiene che la quantificazione del risarcimento debba essere operata tenendo conto della disciplina dettata dall'art. 9 del T.U. per l'edilizia per i comuni privi di piano regolatore la quale riduce entro ristrettissimi limiti la capacità edificatoria dei suoli. Nella nota si procederà ad un'analisi critica di tale tesi, proponendo soluzioni alternative.
Con la sentenza in commento, il Consiglio di Stato si occupa dei criteri per la determinazione del risarcimento del danno relativo all’apprensione senza titolo da parte della p.a. di un’area soggetta al regime delle cd “zone bianche” prive di specifica destinazione urbanistica.
Nella specie si trattava di un terreno al quale un PRG risalente al 1976 aveva apposto un vincolo a viabilità che, al momento della sua occupazione, era oramai decaduto per il decorso del termine quinquennale previsto dall’art. 2 della L. n. 1187 del 1968 [1].
Il Consiglio di Stato, disattendendo l’orientamento del giudice di primo grado, che aveva considerato l’area come edificabile, e quantificato, quindi, il risarcimento per la sua illegittima occupazione in base al criterio previsto da comma 7-bis dell’art. 5-bis della L. n. 359 del 1992, ha ritenuto, invece, che il terreno dovesse considerarsi di natura no .... [continua]
La sentenza resa lo scorso dicembre dalla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo segna, probabilmente, una delle ultime pagine — ma ragionevolmente non l'ultima, per quanto si andrà dicendo nel prosieguo — nella tormentata storia dell'occupazione illegittima.
§ 1.Premesse. Corte dir.uomo 8 dicembre 2005 (ric.n. 58858/00).
La sentenza resa lo scorso dicembre dalla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo segna, probabilmente, una delle ultime pagine — ma ragionevolmente non l’ultima, per quanto si andrà dicendo nel prosieguo — nella tormentata storia dell’occupazione illegittima.
Essa, pertanto, merita un esame che non può limitarsi all’osservazione del contenuto motivazionale della decisione del 22 dicembre 2009 che ha doppiato la precedente decisione della Camera adottata in data 20 ottobre 2008 — dopo che erano stati i giudici di quella stessa sezione a chiedere l’intervento preventivo della Grande Camera ai sensi dell’art.72 § 2, poi recedendo da tale proposito in seguito all’opposizione dei ric .... [continua]
La regolamentazione introdotta dall'art. 43 del D.P.R. 327/2001 (Testo Unico sugli Espropri) ha disciplinato in modo estremamente innovativo la fattispecie dell'utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico.
§ Premessa
La regolamentazione introdotta dall’art. 43 del D.P.R. 327/2001 (Testo Unico sugli Espropri) ha disciplinato in modo estremamente innovativo la fattispecie dell’utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico. L’intervento normativo è successivo alle pronunce della Corte europea dei diritti dell’Uomo [1] che hanno ritenuto in contrasto con il principio di legalità l’istituto dell’occupazione appropriativa prevista dal precedente quadro normativo italiano e dalla giurisprudenza in esso formatasi. L’occupazione appropriativa rappresenta l’acquisizione di un bene privato da parte della pubblica amministrazione che lo abbia occupato senza titolo e successivamente trasformato in modo irreversibile in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio. Le argomentaz .... [continua]
Chi credeva o, forse, sarebbe meglio dire, sperava che la problematica della reiterazione dei vincoli espropriativi scaduti e, segnatamente, l'obbligo di motivazione della relativa delibera, avesse perso attualità per effetto della sentenza n.7 del 24 maggio 2007 dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, si sbagliava.
Chi credeva o, forse, sarebbe meglio dire, sperava che la problematica della reiterazione dei vincoli espropriativi scaduti e, segnatamente, l’obbligo di motivazione della relativa delibera, avesse perso attualità per effetto della sentenza n.7 del 24 maggio 2007 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, si sbagliava.
Il tema continua, eccome, a suscitare equivoci, problematiche e discussioni tanto tra gli operatori di settore quanto nella giurisprudenza amministrativa.
I primi, alle prese con il braccio armato dei proprietari e le loro legittime ire, dal momento che si trovano a dover fronteggiare nuove previsioni vincolistiche della PA, spesso causa di danni e di mancato utilizzo di immobili.
La seconda bisognosa di porre fine a contenziosi molte volte ancorati a dati meramente formali piuttosto che sostanziali ed impegnata a dettare indicazioni e delucidazioni sul modus operandi delle PA.
E&rsq .... [continua]
I poli attorno a cui ruota il primo periodo del secondo comma dell'art. 21-octies sono tre: a) il provvedimento deve essere stato adottato «in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti»; b) il provvedimento deve avere «natura vincolata»; c) deve essere «palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato».
§ 3. Considerazioni sul primo periodo.
I poli attorno a cui ruota il primo periodo del secondo comma dell'art. 21-octies sono tre: a) il provvedimento deve essere stato adottato «in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti»; b) il provvedimento deve avere «natura vincolata»; c) deve essere «palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato».
Se ne desume che l’assenza di uno solo degli elementi tipizzanti impedisce l’operatività della norma, lasciando, quindi, persistere il potere giudiziale di annullamento.
A) Nozione di vizio formale o procedimentale. È un problema di non poco conto, se si tiene conto che ai sensi dell'art. 21-septies della stessa legge 241/1990 l .... [continua]
A quasi un quinquennio dal profondo restyling operato alla legge sul provvedimento amministrativo con la legge 15/2005, il presente contributo si propone innanzitutto di fornire un quadro degli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali sull'applicazione del secondo comma dell'art. 21-octies della legge 241/1990, per poi andare ad analizzare, sia pure in estrema sintesi, se e come tale innovazione abbia inciso sul procedimento espropriativo.
§ 1. Premessa: i precedenti giurisprudenziali e comparatistici; i problemi di legittimità costituzionale.
A quasi un quinquennio dal profondo restyling operato alla legge sul provvedimento amministrativo con la legge 15/2005, il presente contributo si propone innanzitutto di fornire un quadro degli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali sull'applicazione del secondo comma dell'art. 21-octies della legge 241/1990, per poi andare ad analizzare, sia pure in estrema sintesi, se e come tale innovazione abbia inciso sul procedimento espropriativo.
Uno dei tratti qualificanti della riforma del 2005 è stato infatti l'inserimento nella legge 241/1990 del Capo IV-bis, rubricato «Efficacia ed invalidità del provvedimento amministrativo. Revoca e recesso», all'interno del quale, tra l'altro .... [continua]
La capacità produttiva di un terreno agricolo, a parità di altri fattori ambientali, dipende dal suolo, dalla topografia e dal drenaggio. I parametri da considerare, per caratterizzare tali fattori, sono: per il suolo:la profondità, il contenuto in scheletro, la tessitura, la reazioni in ph, la salinità, la fertilità, la permeabilità, la erosione; per il drenaggio:la profondità, l'ampiezza di oscillazione e la composizione chimica della falda acquifera, la possibilità di inondazione per straripamento di corsi d'acqua e per pioggia, mancanza di deflusso delle acque stagnanti in superficie; per la topografia: la pendenza, la quota, l'esposizione, il rilievo e micro-rilievo, la copertura pietrosa e vegetale.
§ 6.0 Scheda strutturata per terreno agricolo
Si riporta uno schema di “scheda strutturata” finalizzata alla descrizione delle caratteristiche di un terreno agricolo [8] nonchè alle principali qualità di coltura.
Unitamente alle caratteristiche intrinseche è consigliabile inserire nella scheda le seguenti caratterizzazioni:
a) Capacità produttiva
La c .... [continua]
Giornate di tanto tempo fa quando avrei potuto semplicemente salire al piano di sopra e baciare mia madre o mio padre e dire «Mi piacete perché un giorno sarò un vecchio vagabondo nella desolazione e sarò solo e triste». (Jack Kerouac)