Il vuoto di pianificazione che si determina in conseguenza della decadenza dei vincoli espropriativi crea incertezze sul regime edilizio applicabile alle cd. “aree bianche” allorché si debba determinare l'indennizzo o il risarcimento del danno per la loro abusiva occupazione. La sentenza in commento ritiene che la quantificazione del risarcimento debba essere operata tenendo conto della disciplina dettata dall'art. 9 del T.U. per l'edilizia per i comuni privi di piano regolatore la quale riduce entro ristrettissimi limiti la capacità edificatoria dei suoli. Nella nota si procederà ad un'analisi critica di tale tesi, proponendo soluzioni alternative.
Con la sentenza in commento, il Consiglio di Stato si occupa dei criteri per la determinazione del risarcimento del danno relativo all’apprensione senza titolo da parte della p.a. di un’area soggetta al regime delle cd “zone bianche” prive di specifica destinazione urbanistica.
Nella specie si trattava di un terreno al quale un PRG risalente al 1976 aveva apposto un vincolo a viabilità che, al momento della sua occupazione, era oramai decaduto per il decorso del termine quinquennale previsto dall’art. 2 della L. n. 1187 del 1968 [1].
Il Consiglio di Stato, disattendendo l’orientamento del giudice di primo grado, che aveva considerato l’area come edificabile, e quantificato, quindi, il risarcimento per la sua illegittima occupazione in base al criterio previsto da comma 7-bis dell’art. 5-bis della L. n. 359 del 1992, ha ritenuto, invece, che il terreno dovesse considerarsi di natura no .... [continua]
La sentenza resa lo scorso dicembre dalla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo segna, probabilmente, una delle ultime pagine — ma ragionevolmente non l'ultima, per quanto si andrà dicendo nel prosieguo — nella tormentata storia dell'occupazione illegittima.
§ 1.Premesse. Corte dir.uomo 8 dicembre 2005 (ric.n. 58858/00).
La sentenza resa lo scorso dicembre dalla Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo segna, probabilmente, una delle ultime pagine — ma ragionevolmente non l’ultima, per quanto si andrà dicendo nel prosieguo — nella tormentata storia dell’occupazione illegittima.
Essa, pertanto, merita un esame che non può limitarsi all’osservazione del contenuto motivazionale della decisione del 22 dicembre 2009 che ha doppiato la precedente decisione della Camera adottata in data 20 ottobre 2008 — dopo che erano stati i giudici di quella stessa sezione a chiedere l’intervento preventivo della Grande Camera ai sensi dell’art.72 § 2, poi recedendo da tale proposito in seguito all’opposizione dei ric .... [continua]
La regolamentazione introdotta dall'art. 43 del D.P.R. 327/2001 (Testo Unico sugli Espropri) ha disciplinato in modo estremamente innovativo la fattispecie dell'utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico.
§ Premessa
La regolamentazione introdotta dall’art. 43 del D.P.R. 327/2001 (Testo Unico sugli Espropri) ha disciplinato in modo estremamente innovativo la fattispecie dell’utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico. L’intervento normativo è successivo alle pronunce della Corte europea dei diritti dell’Uomo [1] che hanno ritenuto in contrasto con il principio di legalità l’istituto dell’occupazione appropriativa prevista dal precedente quadro normativo italiano e dalla giurisprudenza in esso formatasi. L’occupazione appropriativa rappresenta l’acquisizione di un bene privato da parte della pubblica amministrazione che lo abbia occupato senza titolo e successivamente trasformato in modo irreversibile in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio. Le argomentaz .... [continua]
Chi credeva o, forse, sarebbe meglio dire, sperava che la problematica della reiterazione dei vincoli espropriativi scaduti e, segnatamente, l'obbligo di motivazione della relativa delibera, avesse perso attualità per effetto della sentenza n.7 del 24 maggio 2007 dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, si sbagliava.
Chi credeva o, forse, sarebbe meglio dire, sperava che la problematica della reiterazione dei vincoli espropriativi scaduti e, segnatamente, l’obbligo di motivazione della relativa delibera, avesse perso attualità per effetto della sentenza n.7 del 24 maggio 2007 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, si sbagliava.
Il tema continua, eccome, a suscitare equivoci, problematiche e discussioni tanto tra gli operatori di settore quanto nella giurisprudenza amministrativa.
I primi, alle prese con il braccio armato dei proprietari e le loro legittime ire, dal momento che si trovano a dover fronteggiare nuove previsioni vincolistiche della PA, spesso causa di danni e di mancato utilizzo di immobili.
La seconda bisognosa di porre fine a contenziosi molte volte ancorati a dati meramente formali piuttosto che sostanziali ed impegnata a dettare indicazioni e delucidazioni sul modus operandi delle PA.
E&rsq .... [continua]
I poli attorno a cui ruota il primo periodo del secondo comma dell'art. 21-octies sono tre: a) il provvedimento deve essere stato adottato «in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti»; b) il provvedimento deve avere «natura vincolata»; c) deve essere «palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato».
§ 3. Considerazioni sul primo periodo.
I poli attorno a cui ruota il primo periodo del secondo comma dell'art. 21-octies sono tre: a) il provvedimento deve essere stato adottato «in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti»; b) il provvedimento deve avere «natura vincolata»; c) deve essere «palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato».
Se ne desume che l’assenza di uno solo degli elementi tipizzanti impedisce l’operatività della norma, lasciando, quindi, persistere il potere giudiziale di annullamento.
A) Nozione di vizio formale o procedimentale. È un problema di non poco conto, se si tiene conto che ai sensi dell'art. 21-septies della stessa legge 241/1990 l .... [continua]
A quasi un quinquennio dal profondo restyling operato alla legge sul provvedimento amministrativo con la legge 15/2005, il presente contributo si propone innanzitutto di fornire un quadro degli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali sull'applicazione del secondo comma dell'art. 21-octies della legge 241/1990, per poi andare ad analizzare, sia pure in estrema sintesi, se e come tale innovazione abbia inciso sul procedimento espropriativo.
§ 1. Premessa: i precedenti giurisprudenziali e comparatistici; i problemi di legittimità costituzionale.
A quasi un quinquennio dal profondo restyling operato alla legge sul provvedimento amministrativo con la legge 15/2005, il presente contributo si propone innanzitutto di fornire un quadro degli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali sull'applicazione del secondo comma dell'art. 21-octies della legge 241/1990, per poi andare ad analizzare, sia pure in estrema sintesi, se e come tale innovazione abbia inciso sul procedimento espropriativo.
Uno dei tratti qualificanti della riforma del 2005 è stato infatti l'inserimento nella legge 241/1990 del Capo IV-bis, rubricato «Efficacia ed invalidità del provvedimento amministrativo. Revoca e recesso», all'interno del quale, tra l'altro .... [continua]
La capacità produttiva di un terreno agricolo, a parità di altri fattori ambientali, dipende dal suolo, dalla topografia e dal drenaggio. I parametri da considerare, per caratterizzare tali fattori, sono: per il suolo:la profondità, il contenuto in scheletro, la tessitura, la reazioni in ph, la salinità, la fertilità, la permeabilità, la erosione; per il drenaggio:la profondità, l'ampiezza di oscillazione e la composizione chimica della falda acquifera, la possibilità di inondazione per straripamento di corsi d'acqua e per pioggia, mancanza di deflusso delle acque stagnanti in superficie; per la topografia: la pendenza, la quota, l'esposizione, il rilievo e micro-rilievo, la copertura pietrosa e vegetale.
§ 6.0 Scheda strutturata per terreno agricolo
Si riporta uno schema di “scheda strutturata” finalizzata alla descrizione delle caratteristiche di un terreno agricolo [8] nonchè alle principali qualità di coltura.
Unitamente alle caratteristiche intrinseche è consigliabile inserire nella scheda le seguenti caratterizzazioni:
a) Capacità produttiva
La c .... [continua]
L'influenza della Corte europea è stata altrettanto determinante nella ricerca del parametro normativo,cui ancorare la stima dell'indennità di espropriazione:ravvisato senza sostanziali esitazioni dalla Corte di Cassazione nell'art.39 della legge generale 2359 del 1865,per il quale “la indennità dovuta all'espropriato consisterà nel giusto prezzo che a giudizio dei periti avrebbe avuto l'immobile in una libera contrattazione di compravendita”.
B) L’influenza della Corte europea è stata altrettanto determinante nella ricerca del parametro normativo,cui ancorare la stima dell’indennità di espropriazione:ravvisato senza sostanziali esitazioni dalla Corte di Cassazione nell’art.39 della legge generale 2359 del 1865,per il quale “la indennità dovuta all'espropriato consisterà nel giusto prezzo che a giudizio dei periti avrebbe avuto l'immobile in una libera contrattazione di compravendita”.
In realtà il ripristino tecnico di questo criterio non si presentava così facile come era accaduto dopo la nota sentenza 223 del 1983 della Corte Costituzionale,quanto meno perché è stato abrogato esplicitamente dall’art.58 del T.U. delle espropriazioni per p.i.;e perché in realtà la sentenza 348, a differenza della coeva sentenza 349 sulla occupazione espropriativa,non aveva offerto criteri idonei alla formulazione di un pa .... [continua]
Da un recente nuovo orientamento assunto, per così dire in combinato disposto, da due pronunce del Tar Lazio si ricava da un lato (sent. 162/2009), che una amministrazione espropriante può divenire proprietaria del bene solo nei modi classico-formali (con il decreto d'esproprio o la cessione volontaria) oppure, quale “legale via d'uscita” nei casi di espropriazione illegittima per mancanza degli atti predetti, mediante l'atto di acquisizione ex art. 43 D.P.R. 327/2001 e s.m.i., nuovo testo unico espropri. O in un modo o nell'altro, in quanto “tertium non datur” (così il primo giudice) e perciò, in tale prospettazione , senza possibilità di esperire l'usucapione.
Da un recente nuovo orientamento assunto, per così dire in combinato disposto, da due pronunce del Tar Lazio[1] si ricava da un lato (sent. 162/2009), che una amministrazione espropriante può divenire proprietaria del bene solo nei modi classico-formali (con il decreto d’esproprio o la cessione volontaria) oppure, quale “legale via d’uscita” nei casi di espropriazione illegittima per mancanza degli atti predetti, mediante l’atto di acquisizione ex art. 43 D.P.R. 327/2001 e s.m.i., nuovo testo unico espropri. O in un modo o nell’altro, in quanto “tertium non datur” (così il primo giudice) e perciò, in tale prospettazione , senza possibilità di esperire l’usucapione.
Dall’altro lato, il secondo giudice (sent. 9557/2009) ammette la possibilità dell’usucapione, anche nell’espropriazione, ma afferma- per le ragioni in appresso indicate- che il termine neces .... [continua]
E' necessario considerare le caratteristiche dell'unità immobiliare e procedere alla standardizzazione qualitativa con riferimento a: tagli, ostato conservativo, qualità delle finiture, dotazione impianti, dotazione di parcheggi esclusivi dell'unità immobiliare, affaccio, panoramicità, luminosità, qualità distributiva e funzionalità ambienti.
§ 3.1.3 Caratteristiche intrinseche dell’unità immobiliare di tipo abitativo
E’ necessario considerare le caratteristiche dell’unità immobiliare e procedere alla standardizzazione qualitativa con riferimento a:
- taglio
- stato conservativo
- qualità delle finiture
- dotazione impianti
- dotazione di parcheggi esclusivi dell’unità immobiliare
- affaccio
- panoramicità
- luminosità
- qualità distributiva e funzionalità ambienti:
TAGLIO
Per la individuazione del taglio di un appartamento si identificano le seguenti class .... [continua]
E proprio con riferimento a detti pregiudizi,fra i quali la CEDU include pacificamente anche il danno morale,una recente decisione della Corte ha compreso il danno ambientale (provocato al fondo residuo), rappresentato dal “vulnus all'ambiente,avente carattere unitario ed immateriale,e comprendente il pregiudizio patrimoniale arrecato ai singoli beni che compongono lo stato dei luoghi,appartenenti ad enti pubblici ed a privati:pregiudizio da inquadrare nella categoria dei c.d. danni-conseguenza”.
F) E proprio con riferimento a detti pregiudizi,fra i quali la CEDU include pacificamente anche il danno morale,una recente decisione della Corte ha compreso il danno ambientale (provocato al fondo residuo), rappresentato dal “vulnus all’ambiente,avente carattere unitario ed immateriale,e comprendente il pregiudizio patrimoniale arrecato ai singoli beni che compongono lo stato dei luoghi,appartenenti ad enti pubblici ed a privati:pregiudizio da inquadrare nella categoria dei c.d. danni-conseguenza” (Cass.10588/2009).
Non vi sarà,pertanto, da stupirsi se in questa categoria di occupazioni finirà per essere introdotto anche il risarcimento del danno morale,con adeguamento completo alla giurisprudenza della Corte europea.
G) Per queste ragioni la Suprema Corte ha continuato a respingere decisamente (Cass.sez.un. 26732/2007;2746/2008;20543/2008) il tentativo della prevalente giurisprudenza amministrativa di estendere la discip .... [continua]
Le caratteristiche possono essere in definitiva sintetizzate, per ciascun segmento immobiliare, con opportune schede standardizzate che debbono contenere un'aggregazione di informazioni, anche qualitative, riguardanti le caratteristiche estrinseche, del fabbricato e dell'unità immobiliare e debbono rappresentare un tabulato sul quale il professionista raccoglie mediante il sopralluogo, in modo strutturato e completo, i dati tecnici ed economici dell'unità immobiliare in valutazione.
§ 2.1 Le schede strutturate delle caratteristiche
Le caratteristiche possono essere in definitiva sintetizzate, per ciascun segmento immobiliare, con opportune schede standardizzate che debbono contenere un’aggregazione di informazioni, anche qualitative, riguardanti le caratteristiche estrinseche, del fabbricato e dell’unità immobiliare e debbono rappresentare un tabulato sul quale il professionista raccoglie mediante il sopralluogo, in modo strutturato e completo, i dati tecnici ed economici dell’unità immobiliare in valutazione.
Possono quindi essere “costruite” schede strutturate, per ogni segmento immobiliare, tali che consentano di avere una visione schematica ma esaustiva delle caratteristiche e personalizzare un giudizio sulla qualità del microintorno, dell’edificio, dell&rsq .... [continua]
Prima di raccontarvi come la semplice lettura dell'ordinanza n. 9001/09 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione mi abbia ampiamente rincuorato sul fatto di non essermi, affatto, perso un così importante revirement giurisprudenziale, occorre fare un passo indietro e sintetizzare le posizioni, da un lato, della giurisprudenza amministrativa (capeggiata dalla IV Sezione del Consiglio di Stato) e, dall'altro, della Corte di Cassazione in tema di retroattività, o meno, dell'art. 43 del D.P.R. n. 327/01.
§ La sentenza CDS 5523/09
Scrivo queste brevi note dopo avere letto la recentissima sentenza n. 5523/09 della IV Sezione del Consiglio di Stato.
Devo confessare che, a seguito della prima lettura della predetta decisione, sono stato colto da un iniziale sconforto, avendo dovuto constatare, mio malgrado, di non essermi accorto che la Corte di Cassazione (o meglio le Sezioni Unite!) avevano cambiato idea in ordine ad una delle più dibattute questioni nel panorama espropriativo ovvero quella della retroattività, o meno, dell’art. 43 del T.U. espropri che, come ampiamente noto, ha sancito la scomparsa dal nostro ordinamento giuridico della figura, di creazione giurisprudenziale, della c.d. occupazione acquisitiva , per lasciare il posto al c.d. atto di acquisizione coattiva sanante.
Il passo della sentenza, cui mi riferis .... [continua]
Dopo le note sentenze 348 e 349 del 2007 della Corte Costituzionale,alcuni studiosi,ottenuta l'eliminazione dei criteri riduttivi di calcolo degli indennizzi espropriativi (intesi in senso lato) relativi alle aree con destinazione edificatoria,hanno considerato appianato o definitivamente risolto ogni problema nella materia,per la quale si è quindi notevolmente attenuata ogni loro attenzione.
Dopo le note sentenze 348 e 349 del 2007 della Corte Costituzionale,alcuni studiosi,ottenuta l’eliminazione dei criteri riduttivi di calcolo degli indennizzi espropriativi (intesi in senso lato) relativi alle aree con destinazione edificatoria,hanno considerato appianato o definitivamente risolto ogni problema nella materia,per la quale si è quindi notevolmente attenuata ogni loro attenzione;mentre altri, interessati soprattutto alla mortificazione dell’occupazione espropriativa,più volte frettolosamente data per espunta dall’ordinamento,non hanno nascosto la delusione per la inaspettata rinascita dell’istituto,addirittura avallato ora dall’art.2,comma 89°,lett.e] della legge 244 del 2007;e soprattutto per il definitivo tramonto dell’ultima arma invocata per conseguire questo obbiettivo, costituita dalla invocata disapplicazione diretta da parte del giudice, delle norme (e degli istituti) del nostro ordinamento laddove ritenuti in c .... [continua]
Il proprietario, il promotore dell'espropriazione ovvero chiunque ne abbia interesse possono impugnare in corte d'appello non solo la stima del collegio, ma anche il procedimento di nomina, la liquidazione delle spese, le modalità di determinazione dell'indennità e comunque le operazioni peritali (21.9, 54).
Il proprietario, il promotore dell’espropriazione ovvero chiunque ne abbia interesse possono impugnare in corte d’appello non solo la stima del collegio, ma anche il procedimento di nomina, la liquidazione delle spese, le modalità di determinazione dell’indennità e comunque le operazioni peritali (21.9, 54). In base all’art. 54.1 il termine per l’impugnazione comincia a decorrere dopo i trenta giorni dalla comunicazione prevista dall’art. 27.2, la quale altro non è che la comunicazione del deposito della relazione di cui all’art. 21.10.
In sintesi, rimandando a quanto sopra esposto in ordine alle problematiche di coordinamento e alle possibili soluzioni:
- l’Autorità espropriante riceve la determinazione dell’indennità definitiva ad opera del collegio dei tecnici o della Commissione provinciale e ne dà comunicazione all’espropriato (o espropriando) (27.1) con l& .... [continua]
Le schede strutturate delle caratteristiche estrinseche ed intrinseche di un immobile rappresentano non solo un elemento di trasparenza e di qualità nell'ambito dell'elaborato estimale, ma costituiscono condizione imprescindibile per costruire la scala dei prezzi necessaria alla determinazione del valore unitario da attribuire al bene da stimare.
Le schede strutturate delle caratteristiche estrinseche ed intrinseche di un immobile rappresentano non solo un elemento di trasparenza e di qualità nell’ambito dell’elaborato estimale, ma costituiscono condizione imprescindibile per costruire la scala dei prezzi necessaria alla determinazione del valore unitario da attribuire al bene da stimare.
Il presente contributo propone, per ciascun segmento immobiliare, alcune schede tipo e la misurabilità qualitativa delle caratteristiche individuate.
§ 1. Premessa: articolazione del processo di valutazione
La formulazione del giudizio di valore si svolge, come è noto, in distinti momenti che sono rappresentati dall’individuazione del tipo economico da stimare, dalla scelta di uno o più procedimenti idonei a ricostruire il tipo .... [continua]
La tematica ad oggetto la natura giuridica dell'atto di cessione ha coinvolto anche il rapporto con gli accordi procedimentali introdotti nel nostro ordinamento dall'art. 11 L 241/1990.
La tematica ad oggetto la natura giuridica dell’atto di cessione ha coinvolto anche il rapporto con gli accordi procedimentali introdotti nel nostro ordinamento dall’art. 11 L 241/1990.
Il collegamento era inevitabile, anche in considerazione della funzione attribuita dal legislatore e dall’elaborazione giurisprudenziale all’atto di cessione, da sempre individuata nell’intento deflativo del contenzioso, come del resto sottolineato dalla stessa Adunanza Generale del Consiglio di Stato nel parere n. 4/2001 (§ 31), nonché nel perseguimento delle esigenze di speditezza ed efficienza dell’azione amministrativa nella fase di acquisizione delle aree per ragioni di pubblica utilità, a sua volta collegate ai principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità dell’Amministrazione (art. 97 COST). Si tratta delle stesse finalità assegnate all’istituto della partecipazione procedimentale che trov .... [continua]
La reintroduzione, peraltro non ben coordinata, dell'istituto della occupazione in un corpo normativo, quello appunto dell'originario DPR 327/2001, che al contrario faceva proprio un sistema in cui la realizzazione dell'opera pubblica presuppone l'esproprio dei beni a ciò funzionali, si riflette, come si può immaginare, con alterazione rispetto alla ratio originaria, su altri istituti, tra i quali la acquisizione sanante di patologie conseguenti ad occupazioni illegittime ab origine o divenute tali (43).
La reintroduzione, peraltro non ben coordinata, dell’istituto della occupazione in un corpo normativo, quello appunto dell’originario DPR 327/2001, che al contrario faceva proprio un sistema in cui la realizzazione dell’opera pubblica presuppone l’esproprio dei beni a ciò funzionali, si riflette, come si può immaginare, con alterazione rispetto alla ratio originaria, su altri istituti, tra i quali la acquisizione sanante di patologie conseguenti ad occupazioni illegittime ab origine o divenute tali (43).
Se, infatti, da una parte il ricorso all’istituto dovrebbe essere circoscritto ad ipotesi eccezionali, sulla base del disposto del comma 1 dell’art. 22 bis, è pur anche vero che le ipotesi previste dal comma 2 consentono di supporre un ricorso sistematico all’istituto, nel caso ad esempio di opere lineari, in cui probabile è il verificarsi del requisito del numero di destinatari superiore a 50. .... [continua]
La modalità più diffusa di formalizzazione dell'accordo di cessione volontaria consiste in una proposta indennitaria e nella successiva accettazione da parte del proprietario mediante istanza di cessione bonaria, o volontaria del bene (a cui talora fa seguito una ulteriore presa d'atto dell'ente), ma spesso consiste anche in verbali o atti a firma congiunta di varia fattura.
§ L’accordo di cessione e l’atto di cessione
L’efficacia solo impegnativa o immediatamente traslativa dell’accordo di cessione volontaria conseguente all’accettazione dell’indennità provvisoria è stata oggetto nel corso dei decenni di innumerevoli equivoci (forieri di gravi conseguenze per gli enti che si sono illusi di aver chiuso la procedura con il solo accordo di cessione), che il TU non ha dissipato: basti pensare al comma 3 dell’articolo 45 ove si afferma testualmente che l’accordo di cessione (e non già l’atto di cessione, al quale invece fanno riferimento il primo comma del medesimo articolo e altre norme come l’articolo 20.9) produce gli effetti del decreto di esproprio.
In realtà pare opportuno non farne una questione nominalistica ma di sostanza, andando a verificare di cas .... [continua]
La costruzione del sistema informativo territoriale (SIT-OMI) ha trovato le sue premesse nel lavoro di perimetrazione delle zone Omi e nell'allineamento al grafo stradale della cartografia catastale tramite la procedura Wegis OMI supportata da GEOPOI.
§ 3. PARTE TERZA: la consultazione
§ 3.1 La consultazione in formato alfanumerico
Nelle schermate seguenti, a titolo esemplificativo, vengono riportati i risultati di una interrogazione effettuata sulla banca dati delle quotazioni. Vediamo in particolare come si procede.
Quesito: supponiamo di voler conoscere le quotazioni immobiliari relative alla destinazione residenziale del Comune di Catania di un immobile in normale stato di conservazione sito in via Piave.
Dopo essersi collegato al sito internet dell’Agenzia del territorio, seguire il seguente percorso (vedi figura seguente):
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